venerdì 30 ottobre 2009

Notte Inquieta a Cinemazero

La Mediateca Pordenone di Cinemazero e l'Associazione Ultime Utopie propongono, sabato 31 ottobre, alle ore 21.15 a Cinemazero, in Sala Totò, con ingresso libero, una maratona “halloween” cinematografica: due ore di imperdibili animazioni horror, in un percorso che va dai meno conosciuti lavori “inquieti” di Walt Disney, alle animazioni di Jan Svankmajer, dei Bros Quay e di Tim Burton;
in mezzo, cartoni animati pulp giapponesi, plastiline terrificanti e molto altro...

Pirati della rete o liberi internauti?

Internet è una risorsa democratica, una tecnologia moderna e libera. Ma devono esserci regole a governare questa libertà? E se si, quali? Questi gli interrogativi che animeranno il dibattito “PIRATI O LIBERI INTERNAUTI ? Un incontro per discutere la ridefinizione dei paradigmi del diritto d’autore e la libertà nella rete”, in programma, sabato 31 ottobre, alle ore 10.00, al Convento San Francesco, nell’ambito della manifestazione Scienzartambiente. L’incontro, organizzato in collaborazione con Mediateca Pordenone di Cinemazero, Consorzio Universitario di Pordenone e pnbox.tv, vuole riflettere in particolare su nuovi possibili paradigmi del diritto d’autore nell’epoca di internet ed ha tra i suoi ospiti Simone Aliprandi, ideatore del progetto Copyleft-Italia, che propone un modello di gestione dei diritti d'autore basato sull’idea che un’opera possa essere utilizzata, diffusa e spesso anche modificata liberamente, e Francesco Vanin, ideatore del progetto pnbox tv, la prima web-tv pordenonese, nata sull’idea di interattività e partecipazione del pubblico attraverso lo strumento della rete.Il dibattito sarà moderato dal giornalista scientifico Claudio Pasqua, redattore e ideatore di Gravità Zero, blog di divulgazione scientifica cooperativo.

L'espressione inglese “copyleft” individua un modello di gestione dei diritti d'autore basato su un sistema di licenze attraverso le quali l'autore (in quanto detentore originario dei diritti sull'opera) indica ai fruitori dell'opera che essa può essere utilizzata, diffusa e spesso anche modificata liberamente, pur nel rispetto di alcune condizioni essenziali. “Copyleft” indica anche, generalmente, il movimento culturale che si è sviluppato sull'onda di questa nuova prassi in risposta all'irrigidirsi del modello tradizionale di copyright. Un’idea su cui si basano iniziative sorte in ambito informatico quali i sistemi operativi Linux, e in generale il software Open Source, Wikipedia, l’enciclopedia libera e multimediale su Internet, scritta in condivisione con gli utenti, Flickr.com, archivio web in cui è possibile trovare immagini di ogni tipo. L’incontro è realizzato nell’ambito di “Storie di Futuro”, XIII edizione del festival Scienzartambiente - per un mondo di pace, manifestazione promossa dal Comune di Pordenone, Assessorato alla Cultura e da Science Centre Immaginario Scientifico.

"Di me cosa ne sai" Film inchiesta sul Cinema Italiano

Nell’ambito delle iniziative del festival Le voci dell’inchiesta, venerdì 30 ottobre alle ore 21.00 in SalaTotò il regista Valerio Jalongo sarà ospite di Cinemazero, per presentare Di me cosa nei sai, film-inchiesta sul cinema italiano, proiettato anche alla recente Mostra del Cinema di Venezia. Nel pomeriggio, inoltre, alle ore 15.30, il regista incontrerà gli studenti dei corsi di Scienze e Tecnologie Multimediali e di Comunicazione Multimediale delll’Università di Udine - Sede di Pordenone, presso l’Aula 6 del polo universitario di Via Prasecco 3.

Fino agli anni Settanta il cinema italiano dominava la scena internazionale, arrivando perfino a fare concorrenza ad Hollywood. Poi, nel volgere di pochi anni, la fuga dei nostri maggiori produttori, la crisi dei grandi registi-autori, il crollo della produzione.. Questo rapido declino è oggetto dell’inchiesta del regista Valerio Jalongo.Quali sono le vere cause della crisi del cinema italiano? Nel documentario Valerio Jalongo analizza tutti i fenomeni che hanno portato alla scomparsa del nostro cinema dal grande mercato internazionale.
Con la collaborazione di Giulio Manfredonia e Francesco Apolloni, Jalongo inizia la sua indagine col ripercorrere a ritroso le fortune del nostro cinema, individuando negli anni Settanta il momento di svolta, in negativo, per una cinematografia che, dal Neorealismo in poi, aveva ottenuto non solo riconoscimenti e prestigio internazionali, ma anche ottimi riscontri commerciali sia in Patria che all’estero.
Il cinema italiano contemporaneo vive un’innegabile crisi di identità, le cause sono molte e riguardano principalmente gli intrecci fra arte e politica, fra produzione nazionale e controllo governativo. Nel documentario, questo intreccio viene raccontato ricordando i passaggi legislativi che hanno determinato una diminuzione dei fondi destinati allo spettacolo, e ponendo l’attenzione in particolare ai nefasti effetti della diffusione della tv commerciale.
Per la realizzazione del documentario-inchiesta, sono stati utilizzati filmati d’archivio, spezzoni dei grandi film d’autore del cinema italiano, interviste ai registi e agli spettatori. Tra gli intervistati ci sono veterani come Liliana Cavani, Vittorio De Seta, Peter Del Monte, ma anche voci autorevoli di grandi registi europei, come Ken Loach.

Bu bu Settete! Halloween in Friuli con Ortoteatro

Al via la stagione di teatro per l’infanzia e la gioventù ideata e diretta da Ortoteatro in collaborazione con la regione Friuli Venezia Giulia la Provincia e il Comune di Pordenone.
Domenica 1 novembre alle ore 17.00 presso l’Auditorium Concordia di Pordenone
Ortoteatro
festeggerà insieme ai piccoli spettatori con maschere, storie e zucche.
E uno spettacolo così pauroso... che farà morire dal ridere!
Infatti il Teatro Pirata (Marche) presenterà “Bu bu settete! Ovvero fammi ridere che io non ho paura”.
Sul palco due strani individui: il professor Aristide, studioso di “paura”, e il suo aiutante Miri Vladimiri, timoroso quanto basta a scatenare processi di identificazione nei bambini.
I due professori hanno la pretesa di liberare chiunque da qualsiasi paura, e lo faranno
tramite la narrazione di storie originali e racconti che si perdono all’alba dei tempi fino all’epilogo finale, dove il buon Vladimiro supererà definitivamente le sue paure, e quelle del giovane pubblico.
Il Teatro Pirata torna a Pordenone con la solita ironia, i magnifici pupazzi di Marina Montelli, e una colonna sonora originale, mettendo in scena magiche suggestioni e momenti indimenticabili in cui le paure più profonde e inconfessate si scioglieranno grazie ad un divertente gioco teatrale

INFO:

Ortoteatro
0434/932725
348/3009028
roberta@ortoteatro.it

Prossimi appuntamenti:

11/11/09 ore 17.00
Auditorium Concordia, Pordenone
Da una goccia nel mare
Artisti Associati (Friuli Venezia Giulia)
Rassegna Con i nonni a teatro

14/11/09 ore 17.00
Auditorium Biblioteca Civica, Aviano (Pn)
Come Pierino diventò Pierone e incontrò la Strega Bistrega
Ortoteatro (Friuli Venezia Giulia)
Rassegna A teatro anch’io

15/11/09 ore 17.00
Teatro Comunale, Polcenigo (Pn)
Siamo nati tutti liberi. Il racconto dei diritti umani e dei bambini
Ortoteatro (Friuli Venezia Giulia)
Rassegna A teatro anch’io

Dedicato a Shakespeare. Mostra e spettacoli dal 5 Novembre

Shakespeare, ancora Shakespeare, sempre Shakespeare, i suoi capolavori e le immutate dinamiche della pulsione che caratterizza la storia umana: ambizione, intrighi, amoralità, vendetta, corruzione, strategia della tensione. Il Teatro Verdi di Pordenone propone una possibile lettura dell’opera del Bardo affiancando ai tre spettacoli in cartellone affidati a tre registri artistici diversi (“Macbeth” diretto da Gabriele Lavia, “Otello” diretto da Arturo Cirillo e “Il popolo non ha il pane. Diamogli le brioche” nel quale Filippi Timi, che ha anche scritto il testo, è un inedito Amleto) una mostra fotografica che testimonia il percorso artistico attraverso Shakespeare del grande esploratore italiano del Bardo, Gabriele Lavia.
Una quarantina di foto di scena – dal “Re Lear” del 1972 per la regia di Strehler al “Macbeth” del 2009, per un totale dodici spettacoli – che documentano la visione prima giovanile e via via sempre più matura di Shakespeare da parte di una colonna portante del nostro teatro.

La mostra – le foto sono per lo più di Tommaso e Pino Le Pera, alcune di Luigi Ciminaghi, fotografo del Piccolo di Milano, tutte selezionate da Luca D’Agostino - sarà inaugurata giovedì 5 novembre alle 18 nel foyer del Teatro e rimarrà aperta fino al 20 dicembre.
Martedì 17 novembre (alle 17.30 e alle 20.45), inoltre, la regista Serena Sinigaglia terrà una conferenza spettacolo “Di a da in con su per tra fa Shakespeare" insieme agli attori Arianna Scommegna e Mattia Fabris

PROGRAMMA
MOSTRA
gi 5 novembre 2009 (ore 18.00 - foyer del teatro)
CIO’ CHE L’UOMO OSA, LO OSO IO
Shakespeare, Lavia, la fotografia. Un percorso
inaugurazione mostra fotografica
presentazione di Roberto Canziani
selezione foto a cura di Luca A. D’Agostino
fotografie di Tommaso Le Pera, Pino Le Pera, Luigi Ciminaghi



CONFERENZA SPETTACOLO
ma 17 novembre 2009 (ore 17.30 e ore 20.45 - sala prove)
DI A DA IN CON SU PER TRA FRA SHAKESPEARE
conferenza-spettacolo di Serena Sinigaglia
con Serena Sinigaglia, Arianna Scommegna e Mattia Fabris

SPETTACOLI

ve 6 - sa 7 - do 8 novembre 2009
Gabriele Lavia
MACBETH
di William Shakespeare
regia di Gabriele Lavia

sa 21 novembre 2009
Filippo Timi
IL POPOLO NON HA IL PANE? DIAMOGLI LE BRIOCHE
di Filippo Timi e Stefania De Santis
con Filippo Timi, Paola Fresa, Lucia Mascino, Luca Pignagnoli, Marina Rocco

ve 5 - sa 6 febbraio 2010
Arturo Cirillo
OTELLO
di William Shakespeare
con Arturo Cirillo, Danilo Nigrelli, Monica Piseddu, Sabrina Scuccimarra, Michelangelo Dalisi, Luciano Saltarelli, Salvatore Caruso, Rosario Giglio
regia di Arturo Cirillo

Informazioni:
www.comunalegiuseppeverdi.itinfoline 0434 247624
mostra e conferenza: ingresso libero. (Foto Le Pera)

Raccontare la Musica

Dal sommo musicologo Quirino Principe, presente fin dalla prima edizione allo psichiatra cileno Claudio Naranjo che applica il suo enneagramma anche al carattere dei più importanti musicisti del passato, dalla giornalista e critica di danza Silvia Poletti al giornalista e musicologo Angelo Foletto. E con loro, nel corso di un appuntamento speciale dedicato alle scuole secondarie superiori che parteciperanno al progetto di avvicinamento allo spettacolo lirico ci sarà anche la docente e critica musicale Elisabetta Torselli.
Saranno loro gli ospiti della prima parte della quarta edizione di “Raccontare la musica e la danza”, progetto che prenderà il via martedì 3 novembre, portato avanti dal Teatro Verdi con il suo consulente musicale Franco Calabretto e reso possibile grazie al sostegno della Fondazione Crup.

Dunque, questa nuova edizione conferma l’apertura alla riflessione sulla danza, genere che ricopre uno spazio di tutto rilievo all’interno del cartellone del Verdi di Pordenone. Nel corso degli incontri si parlerà di musica e danza all’interno di due filoni principali: l’opera di Verdi, il “Trovatore”, e il centenario dei Balletti Russi, che tutto il mondo festeggia (1909-2009).
“Raccontare la musica e la danza” è strutturato sulla formula delle edizioni precedenti: vuol essere uno strumento di approfondimento, ma anche di intrattenimento intelligente, con ospiti di altissimo livello, L’obiettivo è offrire al pubblico alcuni spunti di riflessione, con un taglio colloquiale e divulgativo, in ordine agli eventi presenti nel cartellone, ma non solo
Si parte il 3 novembre, dunque (alle 18, nel Ridotto del Teatro), con “Musica e personalità”, ospite Claudio Naranjo, noto medico cileno, psichiatria e filosofo, oltre che diplomato in pianoforte, autore di numerosi libri, attualmente impegnato nel campo della psicologia transpersonale e dell'educazione, in vari paesi del Sudamerica e dell'Europa la cui ricerca sui caratteri della personalità lo ha portato all'elaborazione dell'enneagramma dei tipi psicologici, una sorta di ponte tra oriente e occidente nella concezione della mente umana.
Si prosegue lunedì 9 novembre con Quirino Principe (celebre musicologo, docente universitario, germanista drammaturgo, autore di testi per musica, attore, curatore dell’edizione italiana del Signore degli Anelli di J.R.R.Tolkien) e “Un caos perfettamente logico: avanguardie a Parigi nel primo Novecento”. Il cartellone del teatro Verdi dedica quest’anno un ampio spazio all’indagine su uno dei periodi più creativi e trasgressivi della storia della cultura occidentale, che ebbe come centro di gravità la capitale francese all’inizio del secolo scorso. Sarà celebrato il centenario dei Balletti Russi e delle musiche divenute colonna sonora delle innovative coreografie. Di quella rivoluzione ci racconta il grande filosofo della musica, Quirino Principe.
Il 19 novembre sarà la volta di Silvia Poletti, giornalista e critico di danza, saggista, docente di Storia della danza e del mimo all’Università di Urbino e “La legge della Meraviglia. I Balletti Russi di Diaghilev e la rivoluzione del teatro musicale del Novecento”, ancora dedicato a quel genio che riuscì a traghettare teatro, danza, musica e arte visiva dall’Ottocento all’età moderna, osando sperimentare con audacia costante e fiuto inesauribile, linguaggi e forme, espressioni e modalità che dalla scena sarebbero ben presto arrivate a toccare tutte le forme della cultura del Novecento.
Sarà invece appositamente dedicato alle scuole secondarie superiori della città e della provincia, nell’ambito del progetto loro dedicato per l’avvicinamento dei giovani alla lirica, l’appuntamento del 1. dicembre, la conclusione di un percorso di studio dell’opera “Il Trovatore” di Verdi, in preparazione allo spettacolo del 9 e 10 dicembre. “Due fratelli, una donna, una maledizione: il Trovatore” è il titolo scelto per la riflessione a cura di Elisabetta Torselli, docente di Letteratura Poetica e Drammatica al Conservatorio "Jacopo Tomadini" di Udine, critica musicale, autrice di diverse pubblicazioni
De “Il Trovatore” di Verdi il 3 dicembre - chiudendo la prima parte della rassegna – parlerà anche Angelo Foletto, critico musicale di Repubblica, insegnante di Storia della musica al Conservatorio di Milano, autore di realizzato programmi e di saggi per teatri e istituzioni diverse

Manhattan Transfer in Esclusiva Nazionale al Verdi

E’ certamente il quartetto vocale più famoso al mondo. Autentici virtuosi della voce, i Manhattan Transfer (gruppo americano il cui nome deriva da un libro dello scrittore americano John Dos Passos) , nati per iniziativa di Tim Hauser nel 1969, la cui firma musicale è indubbiamentte il brano Birdland, hanno alle spalle una lunga serie di Grammy. e premi di ogni genere che li confermano come il gruppo vocale mondiale per eccellenza. Spaziando dal jazz al pop, con l’album Vocalese (1985) sono entrati nella leggenda grazie a interpretazioni di brani jazz eseguite precedentemente solo in versione strumentale (dodici nomination ai Grammy, due premi vinti). Inarrestabili, hanno anche aperto la porta alla world music con l’album Brasil (1987), inciso con grandi artisti brasiliani tra cui Gilberto Gil e Milton Nascimento.

Lunedì 2 novembre saranno al Teatro Verdi di Pordenone, alle 20.45, in esclusiva nazionale, per proporre al pubblico il meglio della loro lunga e straordinaria carriera.
Biglietti in prevendita nella biglietteria del Teatro di viale Martelli aperta dal lunedì al sabato dalle 14.30 alle 19, o attraverso il sito
www.comunalegiuseppeverdi.it , o con Greenticket telefonando all’899-500055.
INFO:

www.comunalegiuseppeverdi.it
Tel 0434 247624

Licia Maglietta a Pordenone in esclusiva per il Nordest

Una delle migliori attrici del nostro cinema e del nostro teatro, la brava e seducente Licia Maglietta, sarà a Pordenone da venerdì 30 ottobre a domenica 1. novembre, con il suo nuovo spettacolo “Manca solo la domenica”, che arriva al Comunale in esclusiva per il Nordest. Si tratta del primo appuntamento della Sezione Interazioni, quest’anno particolarmente gradita dal pubblico visto il boom di abbonamenti registrato, un successo che ha per altro obbligato il Teatro a prevedere subito una replica in più proprio per il monologo nel quale ma Maglietta vestirà nei panni di una mancata vedova divertente e divertita.

“Manca solo la domenica” andrà infatti in scena nella Sala prove del Teatro come già previsto venerdì 30 e sabato 31 ottobre alle 20.45, con una rappresentazione in più domenica 1. novembre, alla stessa ora.
Accompagnata sul palco da un fantasioso musicista maestro del bayan (la fisarmonica russa solo a bottoni), Vladimir Denissenkov, la Maglietta ci regala un nuovo monologo di cui è scenografa, regista e protagonista, un esilarante racconto minimalista, straordinariamente offerto agli spettatori che ne restano rapiti.
Una nuova tappa di un percorso che da qualche tempo indirizza la ricerca della Maglietta sulle possibilità di incarnare sul palcoscenico figure femminili mediate dalla grande letteratura d’ogni tempo e nazionalità.
Donne scelte per la forza e l’intensità con cui le pagine ne restituiscono tratti e carattere, come nel caso di Borina, la protagonista di Manca solo la domenica. Ambientato in una Sicilia senza tempo, lo spettacolo porta in scena una figura insieme mitica e reale, che incarna l’esuberanza della vita, restituita non senza amarezza ma con sguardo sorridente e commosso.
Nel romanzo, come pure sul palcoscenico, si palesa la curiosa vicenda di Borina, all’anagrafe Liboria Serrafalco sposata Liuzzo, immaginaria e devotissima vedova di sei defunti sconosciuti che sceglie per sé quali indimenticati mariti “adottivi”.
“La sua vulnerabilità non è stata rispettata e lei si riappropria di tutto e di tutti. Andare lontano dalla propria casa. Fantasticare una vita di sentimenti amorosi e luttuosi. Desiderare passioni, amori e soprattutto uno status, riconosciuto da tutti, da poter portare dipinto sulla faccia come una voglia di fragola. E se la realtà le impedisce di continuare a vivere tutto questo Borina non se ne preoccupa: pianifica. Come una straordinaria attrice, dal lunedì al sabato, accanto alla sua vita piatta e prevedibile come quella di tutto il paese, ne affianca un’altra fatta di tournée in altri luoghi nel suo ruolo di vedova! L’unico cruccio resta la domenica. Sì, manca solo la domenica”.

venerdì 23 ottobre 2009

Tributo a De Andrè


Rassegna Bambini al Cinema

Cinemazero ripropone a partire da domani sabato 24 ottobre e per tutti i fine settimana invernali il ciclo di film dedicati ai bambini di tutte le età, che saranno proiettati sabato e domenica in orario pomeridiano. Si inizia già sabato in Sala Grande alle ore 16.00 e domenica alle 14.15 con il film d’animazione LE AVVENTURE DEL TOPINO DESPEREAUX, una vera favola moderna il cui protagonista è un topo… diverso. Tutti gli altri topi, pavidi e costantemente impauriti, lo chiamano "coraggioso" in realtà Despereaux è solo curioso, talmente tanto da superare la naturale paura che identifica la sua razza...

Novità di quest’anno, la rassegna “Bambini al cinema” arriva anche a Sacile, nei fine settimana dello Zancanaro. Si parte domenica 25 ottobre alle 15.15 con IL MIO VICINO TOTORO, nuova perla dell’animazione del regista nipponico Hayao Miyazaki, autore del pluripremiato Ponyo sulla scogliera. In Totoro, l'inventiva e la creatività di Miyazaki sono ai massimi livelli: la "famiglia" di Totoro, le piccole entità fatte di fuliggine, il soffice e sornione Gatto-Bus, l'incredibile intelligenza e poesia di alcune sequenze dimostrano il valore assoluto della pellicola. Una fiaba moderna, un film dichiaratamente per bambini, ma dal quale anche gli adulti possono e dovrebbero trarre insegnamento. Un'opera indispensabile, graziata, per una volta, da un adattamento italiano encomiabile.

Cinemazero "esporta" Fellini a Parigi

Cinemazero ha conquistato in questi giorni menzioni importanti sulla stampa nazionale e internazionale grazie a “Fellini, la Grande Parade”, l’importante esposizione dedicata al regista di La dolce vita, inaugurata il 20 ottobre al Jeu de Paume di Parigi e inserita all’interno di una serie di intense celebrazioni dedicate a Fellini. Ben 80 delle immagini esposte provengono dal nutrito archivio di Cinemazero tutto dedicato a Federico Fellini, che comprende, oltre alle fotografie (uniche al mondo) tratte dall’album di famiglia del regista, anche migliaia di scatti inediti realizzati sui set dei suoi film, tra cui le bellissime immagini di Deborah Beer. Una mole immensa di documenti fotografici che permetterebbe a Cinemazero di allestire mostre dedicate a Fellini per i prossimi vent’anni.

Cinemazero è tra le pochissime realtà italiane, insieme alla Fondazione Fellini di Rimini, ad aver concesso materiale utile alla passione cinematografica di Sam Stordzè, il curatore della mostra parigina, che si propone di ricostruire il percorso creativo del genio Fellini, accompagnando il visitatore non soltanto attraverso le immagini tratte dai film del grande regista, ma anche in un fitto intreccio di poster, copertine di giornali anni ’50-’60, fotoromanzi dei film e assolute rarità (come il bacio tra Mastroianni e la Ekberg in La dolce vita immortalato a colori).
Dagli archivi di Cinemazero, a Pordenone (dove è stato ospite per alcuni giorni, alla ricerca delle perle “felliniane” più preziose), Stordzè ha tratto un’ottantina di scatti, tra cui quelli originali che ritraggono un Fellini bambino immortalato insieme al fratello e ai genitori, e 70 foto di scena inedite dei suoi film (da Città delle donne, a La nave va, a Otto e mezzo).

Trio Pieranunzi al Verdi: il classico in Jazz

Ancora musica, nel Teatro Verdi di Pordenone - dopo i concerti della stagione sinfonica e dopo il teatro-canzone di Eugenio Finardi - con un trio che indaga il repertorio classico ripensando a proprio modo il jazz. Mercoledì 28 ottobre, al Comunale, alle 20.45, il Trio Pieranunzi-Carbonare-Pieranunzi porterà a Pordenone il concerto “Rag, blues e… altre storie”. La formazione nasce dalla felice intuizione di tre grandi artisti che hanno maturato una solida esperienza in vari ambiti musicali, dalla musica colta a quella di tradizione, dai nuovi linguaggi del Novecento storico alla musica afro-americana.

La volontà di proporre in un unico, esclusivo concerto, un percorso originale e personale dimostra una duttilità, una disponibilità e un’apertura mentale non comuni. Così Gabriele Pieranunzi e Alessandro Carbonare, musicisti da sempre impegnati nell’interpretazione dell’imponente letteratura musicale classica, si confrontano con il pianista e compositore Enrico Pieranunzi, artista fertile di idee che si sviluppano principalmente sul versante della musica improvvisata. Infatti è un musicista che dagli anni ’70 calca la scena jazzistica internazionale, accanto a protagonisti del calibro di Chet Baker, Lee Konitz, Paul Motian, Charlie Haden; ma contemporaneamente non rinnega una radice ‘classica’ che gli permette di proporre progetti di indubbio interesse, come il recente Cd “Enrico Pieranunzi plays Domenico Scarlatti”, interpretazioni delle sonate per clavicembalo del grande musicista napoletano ed improvvisazioni ad esse ispirate.
Il programma della serata prevede l’esecuzione dei seguenti brani:
Darius Milhaud (1892-1974) “Suite concertante per violino clarinetto e pianoforte;

I.Stravinskij (1882-1971), “Histoire du soldat per violino clarinetto e pianoforte”;
Enrico Pieranunzi (1949) “Elisions du jour per clarinetto e pianoforte”;
Itzhak Perlman (1945) / Scott Joplin (1867-1917) “Tre rags per violino e pianoforte”;
Enrico Pieranunzi (1949) “Duke's Dreams (su temi di D.Ellington) per violino clarinetto e pianoforte”
Dave Brubeck (1920) “Points of jazz per violino clarinetto e pianoforte”.


Biglietti in prevendita nella biglietteria del Teatro di viale Martelli aperta dal lunedì al sabato dalle 14.30 alle 19,
o con Greenticket telefonando all’899-500055.
INFO
www.comunalegiuseppeverdi.it
Tel: 0434 247624

mercoledì 21 ottobre 2009

Caserme dismesse in FVG: una possibile riconversione

Il territorio del Friuli Venezia Giulia è stato, dal dopo guerra agli anni novanta del secolo scorso, una delle zone più militarizzate dell’Europa occidentale. Una fitta rete di aree militari destinate a caserme, polveriere, campi di addestramento e di aviazione, è stata realizzata con la sola logica della strategia militare. Dopo la caduta del muro di Berlino, migliaia di uomini, mezzi, attrezzature belliche hanno lasciato il territorio regionale, provocando una densa costellazione di aree militari dismesse. Di una loro possibile riconversione si parlerà giovedì 22 ottobre alle ore 20.30, al Convento di San Francesco a Pordenone, durante l’incontro “ADDIO ALLE ARMI!” - Dal paesaggio strategico al paesaggio sostenibile. La dismissione del sistema militare friulano, organizzato nell'ambito del festival Scienzartambiente.

Due esperti di fama mondiale in tema di architettura del territorio, Juan Manuel Palerm (architetto paesaggista, di Santa Cruz de Tenerife) e Massimo De Marchi (professore di geografia sociale all’Università di Padova), moderati da Gianni Belloni (caporedattore Carta EstNord), tracceranno alcuni scenari futuri per riorientare la vocazione paesaggistica della regione, per transitare, in modo consapevole e partecipato, da un territorio armato ad un territorio sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale ed economico.
L’appuntamento è proposto da “Storie di Futuro”, XIII edizione del festival Scienzartambiente - per un mondo di pace (promosso dal Comune di Pordenone, Assessorato alla Cultura in partnership con il Science Centre Immaginario Scientifico), in collaborazione con ARPA del Friuli VeneziaGiulia-Laboratorio Regionale di Educazione Ambientale, Le Voci dell’Inchiesta-Cinemazero.
Durante la serata, sarà anche presentato
www.primulecaserme.it, il primo sito internet che darà la possibilità ai cittadini di prender parte a un'inchiesta partecipata sul recupero delle caserme abbandonate in Friuli Venezia Giulia.
L’incontro nell'ambito di Scienzartambiente si ricollega infatti alla manifestazione culturale "Le voci dell'inchiesta" dell’ottobre 2008, nell’ambito della quale Cinemazero e ARPA FVG - Laboratorio Regionale di Educazione Ambientale, assieme al fotografo Fabrizio Giraldi dell'Agenzia Grazia Neri di Milano, hanno curato e presentato la foto inchiesta "Friuli Venezia Giulia, un paese di primule e caserme", con l’obiettivo di realizzare un primo documento per avviare un dibattito ed un confronto tra amministratori, associazioni, cittadini su un tema di così rilevante importanza. Nel corso di quest’ultimo anno, grazie anche al prezioso e competente contributo dello IUAV di Venezia, sono stati coinvolti a diversi livelli molti Comuni e l’Amministrazione regionale del Friuli Venezia Giulia.
INFO
Ufficio stampa Festival Scienzartambiente - per un mondo di pace
Telefono: 331 6463741 - fax 0434 392925
Sito web:
www.comune.pordenone.it/scienzartambiente
E-mail: scienzartambiente@comune.pordenone.it

Autunno Musicale ad Azzano

Appuntamento con la XXXI edizione dell’Autunno Musicale presso il Teatro Comunale “Marcello Mascherini”. La rassegna «Teatro all’opera» ospiterà due serate: la prima, venerdì 13 novembre con la messa in scena dell’opera lirica “Il Campanello dello Speziale” di Gaetano Donizetti e la seconda sabato 21 novembre con il pianista Danilo Rea e il suo “Belcanto Improvisation”, lettura jazz di celebri arie d’opera.

Il Consigliere Delegato alle Attività Culturali, Michele Boria invita tutti gli appassionati di musica e di teatro a prendere parte a queste due eccezionali serate che riaprono ufficialmente il Teatro, dopo le serate inaugurali, e che per volontà dell’Amministrazione Comunale, sono ad ingresso gratuito per permettere ai cittadini azzanesi di assistere a due spettacoli di elevata qualità artistica e visitare la nuova struttura dedicata allo scultore di origine azzanese Marcello Mascherini.
La prima serata, venerdì 13 novembre, ospiterà la messa in scena dell’opera lirica “Il Campanello dello Speziale” di Gaetano Donizetti. Il libretto scritto dallo stesso Donizetti, è tratto dal vaudeville di Léon Lévy Brunswick, Mathieu-Barthélemy Troin e Victor Lhérie «La sonnette de la nuit (Il campanello di notte)». La prima rappresentazione avvenne a Napoli il 1° giugno 1836. Ad Azzano Decimo questa celebre farsa in un atto sarà portata in scena dal Coro Lirico Voci del Piave, per la regia di Natale Filice. I personaggi principali saranno interpretati da Paolo Bergo (basso-baritono), Pier Zordan (baritono), Diana Mian (soprano).
La trama - L’anziano speziale Don Annibale Pistacchio ha sposato la giovane Serafina. Don Annibale confida a Madama Rosa, madre di Serafina, che il giorno dopo deve partire per Roma per assistere all’apertura del testamento di una vecchia zia. Rosa è dispiaciuta per l’improvvisa partenza, loda lo splendore dei festeggiamenti per le nozze e si lamenta dell’assenza del nipote Enrico, un giovane un po’ presuntuoso e troppo galante con Serafina che Don Annibale non ha voluto invitare. Ma in realtà Enrico è arrivato alla festa vestito da militare, cosicché Serafina ed Enrico ballano insieme rinfacciandosi la fine del loro amore mentre la donna lo accusa di essere troppo frivolo. Nella stanza entra Don Annibale ed Enrico finge di recitare una scenetta gettandosi ai piedi di Serafina. È tardi; dopo un ultimo brindisi gli invitati si allontanano. Mentre Rosa accompagna la figlia nella stanza nuziale, Don Annibale, aiutato dal servitore Spiridione, si prepara per la notte, ma ad un tratto squilla il campanello della farmacia: secondo la legge napoletana lo speziale deve, a qualunque ora, servire personalmente i propri clienti. Alla porta c’è un damerino francese (in realtà è Enrico celato dietro un paio di occhiali) che soffre di indigestione e chiede una medicina; mentre lo speziale va a prepararla, il falso damerino mette una lettera davanti alla porta di Serafina, e parte. Suona nuovamente il campanello: questa volta è un cantante del Teatro Nuovo (sempre Enrico travestito) che ha perso la voce e cerca un rimedio, e che intrattiene Don Annibale con lunghi racconti. Rimasto finalmente solo, Don Annibale trova il biglietto di Enrico: è una minaccia di morte. Consigliato da Spiridione, Don Annibale mette davanti alla porta della camera da letto dei petardi che potranno annunciare l’arrivo dell’assassino. Ancora il campanello: questa volta è un vecchietto (Enrico) che legge una lunga ricetta per la moglie malata. Lo speziale, dimenticandosi dei petardi, fa per entrare in camera da letto ma l’esplosione sveglia tutta la casa: accorrono Spiridione, Rosa e Serafina. Sono le sei e il campanello suona ancora una volta: sono i parenti guidati da Enrico, giunti a felicitarsi per la prima notte di nozze e pronti ad accompagnare Don Annibale alla diligenza per Roma. Allo sfortunato speziale non resta che partire.

La seconda serata, sabato 21 novembre, vedrà protagonista assoluto il pianista di fama internazionale Danilo Rea. Rea proporrà una lettura in chiave jazz di celebri arie d’opera nello spettacolo “Belcanto Improvisation”. Verranno eseguite musiche tratte da Norma e La Sonnambula di Vincenzo Bellini, Il Barbiere di Siviglia, Mosè in Egitto Guillame Tell di Gioacchino Rossini, Lucia di Lammermoor, Don Pasquale di Gaetano Donizetti.
Curriculum - Uno dei migliori pianisti del jazz italiano, vanta una solida preparazione accademica essendosi diplomato presso il conservatorio di musica “Santa Cecilia” di Roma. Tra le collaborazioni concertistiche e discografiche ricordiamo quella con Chet Baker, Lee Konitz, Steve Grossman, Bob Berg, Michael Breker, Billy Cobam, Aldo Romano, Dave Liebman, Joe Lovano, ecc. Nell’ambiente pop vanta un curriculum fra i più prestigiosi: Mina, Pino Daniele, Claudio Baglioni, Fiorella Mannoia e molti altri. Ha collaborato, fra gli altri, con il quintetto di Giovanni Tommaso “Lingomania” (Top jazz 1987). Ha tenuto concerti in Francia, Inghilterra, USA, India, Senegal, Cina. Con il batterista Roberto Gatto ha inciso “Improvvisi” (Gala Records). Attualmente è co-leader del trio “DOCTOR 3” (con Enzo Pietropaoli e Fabrizio Sferra) uno dei più applauditi gruppi italiani, con i quali ha inciso due dischi per la Via Veneto Jazz ("The Tales of Doctor 3", premiato miglior disco di jazz italiano nel “Top Jazz 1998” e "The Songs Remain the Same", premiato miglior disco di jazz italiano da Musica & Dischi nel 1999); la formazione, vincitrice nell'ambito italiano del “Top Jazz 1999”, si è esibita in diversi concerti in Cina, Brasile, all’Umbria Jazz e nei maggiori Festival Jazz italiani. Le sue esibizioni si estendono anche al circuito classico tra le quali spiccano: partecipazione, come solista, all’opera di Roberto De SimoneRequiem per PierPaolo Pasolini” al teatro San Carlo di Napoli sotto la direzione di Zoltan Pesko e in ensamble al teatro “Rossini” di Pesaro per il “Rossini Opera Festival” in seno al progetto “Rossini mon amour”; esibizione in duo con Roberto Gatto nell’ambito di una rassegna jazz al teatro dell’Opera di Roma, Auditorium Parco Della Musica di Roma con il progetto “Lirico”, Guggenheim di New York con il progetto “Lirico”. E’ molto attivo in Francia con il trio di Aldo Romano. Da alcuni anni si dedica anche all’insegnamento partecipando a master di jazz e tecnica di improvvisazione.

L’ingresso alle due serate è libero (fino ad esaurimento dei posti disponibili): già da ora sono disponibili i biglietti che devono essere ritirati presso l’Ufficio Cultura del Comune di Azzano Decimo.
Per informazioni è possibile rivolgersi sempre all’ufficio cultura del Comune
Telefono 0434.636720

giovedì 15 ottobre 2009

Eugenio Finardi apre la Stagione al Verdi

Al Verdi di Pordenone è il momento di inaugurare il programma della stagione teatrale 2009-2010, preceduto, come tradizione, dai concerti sinfonici. E ad aprire il cartellone sarà, venerdì 23 ottobre, alle 20.45 (e poi sabato 24 ottobre alla stessa ora), in esclusiva regionale, con la sua musica e con le sue canzoni e il nuovissimo spettacolo “Suono. Appunti e contrappunti teatrali”, Eugenio Finardi.Inserisci il sommario qui

Finardi, che sul palco sarà accompagnato da Max Carletti alle chitarre, Federico Ariano alla batteria, Paolo Gambino al pianoforte e Stefano Profeta al contrabbasso, ha profondamente segnato più di una generazione. Il suo percorso artistico, dall’inizio degli anni ’70, è stato, in termini di qualità e di rigore, ineccepibile e l’autorevolezza e la credibilità acquisita che oggi tutti gli riconoscono portano nella direzione di un inevitabile e meritato riconoscimento culturale. Per lui arriva ora il confronto con il Teatro. Inteso non tanto come luogo, quanto come genere espressivo, un linguaggio nuovo per un grande protagonista della canzone d’autore dotato di una straordinaria capacità di raccontare se stesso e il mondo che lo circonda.
“Suono” è, infatti, uno spettacolo rigorosamente teatrale dove i racconti si alternano alle canzoni in un percorso drammaturgico di ineccepibile rigore. Per Finardi è soprattutto l’occasione di confrontarsi con il teatro d’evocazione e di raccontare in prosa alcuni dei momenti più significativi della sua storia personale, ma anche per rileggere, con l’occhio rivolto al presente e al futuro, le utopie del secolo scorso e i deliri che hanno prodotto. Dalla prima scena, “Nato in uno strumento musicale”, in cui rievoca la figura della madre americana cantante lirica al racconto dell’incontro con uno sciamano in “Africa”, dall’amore per “Il blues” e il suo legame con la lotta per i diritti civili fino alla speranza che questa crisi porti a un “Nuovo umanesimo”. Accompagnato dalla sua fidata band, alterna brani famosi e altri meno noti, ma non meno significativi: Le ragazze di Osaka, Laura degli Specchi, Katia, Patrizia, Vil Coyote, Diesel, Dolce Italia, tra le altre. Racconti di vita, di esperienze e riflessioni a cuore aperto. E affascinerà – ne siamo certi - la capacità di Finardi di far divertire, commuovere e pensare.

Sick Tamburo + Massimo Piva e i Viola Velluto @ Garage Music Club

Un evento imperdibile. I Sick Tamburo, nuovo progetto di buona parte dei Prozac +, presenteranno il loro disco di debutto e apriranno la nuova stagione di concerti live del neonato Garage Music Club di Montereale Valcellina

Il debutto dei Sick Tamburo è firmato da La Tempesta, etichetta indipendente che ha nel proprio roster nomi come Tre Allegri Ragazzi Morti, Moltheni, Teatro degli Orrori e Le Luci della Centrale Elettrica. La formazione dei Sick Tamburo vede alla voce Boom Girl, al secolo Elisabetta Imelio, bassista dei Prozac+, e alla chitarra Mr. Man, alias Gian Maria Accusani, leader dei Prozac+. Al loro fianco troviamo poi Doc Eye alla batteria e String Face al basso. La particolare cifra stilistica della band è definibile come un mix di rock ed elettronica, segnato da accenti "analogici" quale l'uso quasi sistematico del delay, su cui poggiano cantati minimalisti e ipnotici, che rendono il tutto molto caratteristico e riconoscibile. La potenza di questo progetto è gia stata testata con successo dal vivo in una manciata di concerti che hanno colpito dritto allo stomaco i presenti, scatenando un immediato passaparola e forti aspettative su questo debutto. Apriranno il concerto Simone Piva e i Viola Velluto col loro rock energetico, potente, talvolta rabbioso, ma anche molto immediato. Il gruppo nasce nel Gennaio del 2008 e da allora hanno girato in lungo e largo la regione con una frenetica attività Live. Simone ha anche partecipato al documentario del regista Massimo Garlati Costa "Ai Confini del Rock" che è stato premiato al MEI (Meeting delle Etichette Indipendenti) di Faenza.

IL TG? Lo facciamo in classe!

Verrà presentato domani a insegnanti e docenti pordenonesi l’innovativo modulo formativo proposto dalla Mediateca Pordenone di Cinemazero
Cominciano domani, giovedì 15 ottobre, con il primo appuntamento alle 17.00 alla SALA EX-CONVENTO SAN FRANCESCO in Piazza della Motta a Pordenone, gli incontri di aggiornamento dedicati alla didattica dell’audiovisivo organizzati dalla Mediateca Pordenone di Cinemazero e rivolti a insegnanti e docenti.

A "rompere il ghiaccio", illustrando ai docenti come proporre ai propri allievi un laboratorio formativo davvero originale, quello del “TG in classe”, sarà Manlio Piva, formatore e docente universitario, che della Mediateca è collaboratore e per la quale ha pubblicato quest'anno il fortunato e originale manuale di didattica dell'audiovisivo “Il coccodrillo luminoso”. Rivolto soprattutto ai docenti delle scuole secondarie, il laboratorio del “Tg in classe” tiene conto delle conoscenze e competenze curricolari previste nei programmi tradizionali e le integra con quelle relative al linguaggio dell'informazione radiotelevisiva, arrivando a creare, con gli allievi della classe, una vera e propria "redazione" che produce i propri servizi di politica, attualità, cultura, spettacolo, sport.
Per informazioni: Mediateca Pordenone di Cinemazero. Tel. 0434.520945

mercoledì 14 ottobre 2009

Enrico Deaglio presenta il suo nuovo libro

L'associazione Libertà e giustizia (circolo del pordenonese) e Le voci dell'inchiesta, il festival organizzato da Cinemazero e Università degli Studi di Udine per dare spazio e risalto a un genere giornalistico troppo spesso dimenticato, quello dell'inchiesta, propongono un nuovo, interessante dibattito a Pordenone venerdì 16 ottobre, alle ore 20.45 all'Auditorium della Regione di via Roma, che vedrà come protagonista il giornalista Enrico Deaglio, autore di reportage televisivi e film-inchiesta sull'attualità italiana, oltre che di numerosi libri. Proprio il suo ultimo volume, dal titolo "PATRIA 1978-2008", sarà al centro del dibattito, moderato dal giornalista Giampaolo Carbonetto e introdotto da direttore artistico del Festival "Le voci dell'inchiesta" Marco Rossitti. Nel libro, Deaglio ripercorre la storia degli ultimi 30 anni, quelli che hanno portato il nostro paese, in cui viviamo oggi, a quello che è. Un libro di novecento pagine, una vera e propria "cavalcata" in quel romanzo, vero, che è stata l'Italia degli ultimi trent'anni, l'Italia della criminalità mafiosa, delle stragi, l'Italia di Berlusconi e Bossi, di Raul Gardini, della Fiat, delle televendite, della pubblicità, delle Soap..

La presentazione del libro sarà seguita dalla proiezione del documentario, a firma dello stesso Deaglio, Governare con la paura, espressione con cui l'autore si riferisce alla strategia sperimentata nel luglio del 2001 per le strade di Genova invase dai manifestanti no global (un modus operandi che finì in tragedia) e continuamente riproposta dai vari decreti-sicurezza approvati anche negli anni successivi dal governo Berlusconi (mano dura contro i più deboli, gli extracomunitari, contro chi protesta e non si adatta alle regole imposte dall’alto.. sicurezza è la parola d’ordine in base alla quale l’opinione pubblica deve accettare nuove regole che limitano la libertà e i diritti dei singoli). Sarà questa l'occasione per ricordare un altro grande giornalista, noto per le sue inchieste, anche scomode, e per le sue posizioni fortemente critiche: Beppe Cremagnani, recentemente scomparso, co-autore del documentario Governare con la paura insieme a Deaglio, con cui aveva girato, nel 2005, anche Quando c’era Silvio, un'inchiesta che racconta prima delle decisive elezioni del 2006 l’ascesa imprenditoriale di Silvio Berlusconi. La serata sarà aperta da un saluto del coordinatore dell'associazione Libertà e Giustizia di Pordenone Giuseppe Cesco. "PATRIA 1978-2008" (2009) edizioni Il SaggiatoreLa storia degli ultimi 30 anni, che hanno portato il nostro paese, in cui viviamo oggi, a quello che è. Di quale Italia parliamo? Dell'Italia della criminalità mafiosa, divenuta negli anni ‘70-’80 grazie al traffico di eroina e alle opere pubbliche, un enorme potere economico.Dell'Italia dei tanti morti: le morti misteriose di Roberto Calvi, Michele Sindona, del criminologo Semerari. Le morti dei tanti eroi borghesi che han cercato solo di fare il loro dovere. Ambrosoli, Galli, Alessandrini, Tobagi. Dei magistrati antimafia: Costa, Scaglione, Livatino, Terranova, Chinnici, Borsellino, Falcone. Dei poliziotti, dei carabinieri, dei sindacalisti, avvocati. Parliamo dei mille morti per la guerra di mafia a Palermo (la mattanza dei corleonesi), dei 400 morti a Napoli per la guerra dei clan, alle migliaia di morti in Calabria negli anni ‘80. Morti passate sotto silenzio: come se fosse normale morire in quel modo, in quelle regioni di Italia. Folklore. L'Italia delle Brigate Rosse (il libro parte con la prigionia di Aldo Moro), contro cui lo Stato seppe combattere e vincere anche col sangue, la battaglia. Non come l'altra battaglia, mai portata avanti fino in fondo, quella contro la mafia. Vedi le vicende dei vari incontri tra i boss Bontade, Di Cristina e Andreotti (dopo l'omicidio Mattarella). All'incontro con Berlusconi e Dell'Utri. Ma si parla anche dell'Italia dei quattro condottieri della finanza, degli ‘80: Raul Gardini, Silvio Berlusconi, Gianni Agnelli e De Benedetti. I quattro condottieri che avevano in mente grandi progetti per loro e per l'Italia. Uno è morto; uno è l'uomo forse più potente di Italia; la Fiat ha rischiato il crac, ma coi nostri soldi è ancora viva. L'ultimo ha portato avanti una sua battaglia contro Berlusconi, perdendo spesso le sue battaglie e il suo impero. L'Italia che nel corso degli anni ‘80 scoprì il fascino delle televisioni commerciali, delle televendite, della pubblicità, delle Soap, della TV delle lacrime e della TV del consenso. Che poi è quella che forma oggi la (in)coscienza politica del paese. L'Italia della fine della prima Repubblica: con Tangentopoli, con le bombe della mafia del 92, 93.Non potevano finire peggio i vari Craxi, De Michelis, Forlani, Pomicino, De Mita. L'Italia che scoprì come può nascere un partito dal nulla (o quasi): vedere dal tubo televisivo uscire un premier dal passato poco chiaro (da dove vengono i soldi?) e che questi potesse vincere le elezioni. Forza Italia alle elezioni del 1994. Assieme ad un altro partitino, allora snobbato: la Lega di Bossi. L'Italia della Lega, del primo centro sinistra, del PCI poi PDS poi DS, poi chissà... L'Italia del fascismo non rinnegato, poi sdoganato, poi ripulito.Mai sepolto, né condannato. L'Italia della balena bianca, arenata in tanti piccoli partitini. L'Italia del tavolino con la mafia e con le maggiori imprese italiane (anche con Confindustria). L'Italia del primo Berlusconi, delle leggi vergogna, della guerra con la menzogna, del G8 a Genova. La parentesi prodiana e poi, l'Italia di oggi.Dove scandali, corruzione, mani sporche mafia... tutto sembra scivolare sulla pelle degli italiani. Apparentemente assuefatti a tutto.Enrico Deaglio (Torino 1947), medico, direttore di Lotta continua e Reporter, collaboratore del La Stampa, nel 1996 ha dato vita al settimanale Diario che ha diretto fino al 2008. Corrispondente negli anni ottanta per il programma tv Mixer, ha poi condotto per la Rai Milano, Italia (1994), Ragazzi del ’99 (1999), Così va il mondo (2000) e L’Elmo di Scipio (2001- 2004). Numerosi i suoi libri, tra cui La Fiat com’è (1975), Cinque storie quasi vere (1988), Raccolto rosso. La mafia, l’Italia (1993), Besame mucho (1995), Bella ciao (1996), La banalità del bene. Storia di Giorgio Perlasca (Feltrinelli, 1991) da cui è stato tratto il film tv. Autore di reportage televisivi sull’attualità italiana, ha inoltre realizzato con Beppe Cremagnani diversi film inchiesta: Quando c’era Silvio (2006), Uccidete la democrazia! (2006), Gli imbroglioni (2007), Fare un golpe e farla franca (2008).

La Quinta di Mahler chiude la Sinfonica al Verdi

In conclusione di una stagione sinfonica quanto mai propositiva, nel Teatro Verdi di Pordenone, giovedì 22 ottobre, alle 20.45, ancora un grande affresco mahleriano, quasi continuazione del ciclo pluriennale che ha visto eseguire al Teatro Verdi molte delle sinfonie del grande compositore ebreo-boemo. La Quinta, che non vede la partecipazione del coro, ha toni tragici, drammatici. Il grande pubblico conosce questo imponente lavoro soprattutto per il suo Adagietto, l’inizio della parte finale, uno dei brani più celebri di Mahler, che fu utilizzato da Luchino Visconti come colonna sonora del suo film “Morte a Venezia”. Pagina deliziosa, di fatto una romanza senza parole, affidata ai soli archi su un accompagnamento discreto dell’arpa. Momento di raccoglimento e dell’oblio delle cose del mondo.

Il Nachtlied di Schumann, che vede la partecipazione del coro, ci riporta alla Germania del 1848, perché fu composto mentre a Dresda divampavano i moti rivoluzionari a cui lo stesso Wagner, direttore del teatro di corte, prendeva attivamente parte. Un contrasto stridente tra la pace evocata dal canto notturno, con questa scrittura che riesce ad esprimere quel sentimento romantico a lungo inseguito da Schumann nel melodramma ed i tumulti che echeggiavano per le strade. Curioso infine che Brahms, nel suo primo concerto per pianoforte, citi il tema di questo brano, forse messaggio cripto, allegoria del complesso rapporto del giovane compositore di Amburgo con i coniugi Schumann.
Dirige Stefan Anton Reck, che il pubblico di Pordenone oramai conosce molto bene, presenza autorevole di tutte le precedenti stagioni musicali.

Programma
Robert Schumann (1810-1856)
Nachtlied op.108 per coro e orchestra
Gustrav Mahler (1860-1911)
Sinfonia n.5 in do diesis minoreInserisci il resto del post qui

martedì 13 ottobre 2009

Arriva "Rockstalghia" film sul great Complotto

E’ stata una delle “culle” del punk italiano: stiamo parlando del movimento del Great Complotto, quell'onda musicale e culturale che ha travolto la città di Pordenone e l'Italia negli anni '80, e che ora rivive grazie al film Rockstalghia, pronto a essere presentato in anteprima a Cinemazero,nel corso di una serata speciale, giovedì 15 ottobre, alle 20.45 in Sala Grande. Saranno presenti i due registi Romeo Toffanetti e Emanuele Barison, che di mestiere fanno i fumettisti (Toffanetti disegna il personaggio bonelliano Nathan Never, Barison da vita a Diabolik) e che nel 2005 decidono di realizzare un film (A band Apart è il titolo della prima versione della pellicola) che cavalchi la nostalgia per gli anni “ruggenti” del Great Complotto e che viene girato grazie anche all'appoggio del Comune di Pordenone e della Regione Friuli Venezia Giulia.

Insieme a Toffanetti e Barison, durante la serata di presentazione del film, ci sarà anche il regista e produttore Ferdinando Vicentini Orgnani, autore di grande spessore e fama nazionale, a cui si deve l’impegno di aver immesso la pellicola nei circuiti italiani nella nuova versione, quella che sarà presentata al pubblico di Cinemazero, con il titolo, appunto, di Rockstalghia, uscita dalle preziose mani del montatore Claudio Cutry (vincitore del David di Donatello per il montaggio del film Certi bambini), che l’ha rimontata e rimasterizzata.La storia scritta e diretta da Toffanetti e Barison si concentra in una notte, quando si ritrovano, casualmente dopo vent'anni, tre amici appartenuti in passato alla punk-band che negli anni '80 suonava in quello strano calderone musicale che è stato il Great Complotto. Nella sceneggiatura di Rockstalghia entrano frammenti della Pordenone degli anni '80 e delle vite dei due autori, delle notti tra amici, della musica della loro adolescenza, insieme a quel po' d'invenzione che da al film il ritmo che la vita non può avere. Il principale momento di verità è rappresentato dall'autore della colonna sonora Diego Sandrin, amico di lunga data di Toffanetti, che con la sua vita ha ispirato il personaggio principale del film. Diego è stato infatti il leader di un gruppo punk (Ice And The Iced), si è trasferito in America e ha lavorato con importanti nomi della musica leggera, tra i quali Lisa Marie Presley. Importantissimo anche il contributo musicale dell'Atelier De Montage di Willy Gibson, una delle anime del Great Complotto.In occasione della serata di presentazione del film, sarà disponibile una limitata tiratura del CD con la colonna sonora del film Rockstalghia.

lunedì 12 ottobre 2009

La Doppia Ora: Regista e Produttore ospiti a Pordenone

Reduce dai successi ottenuti alla mostra del cinema di Venezia, arriva in Friuli Venezia Giulia, per presentare al pubblico di Cinemazero di Pordenone e del Visionario di Udine il suo ultimo lavoro, il film La doppia ora, il regista Giuseppe Capotondi. L’incontro è in programma martedì 13 ottobre alle ore 20.45 al Visionario di Udine (prima della proiezione del film) e a Cinemazero, a Pordenone, alle 22.30 circa (dopo la proiezione del film). Insieme a Capotondi, a parlare della pellicola che vede tra i protagonisti anche l’attore Filippo Timi, ci sarà il produttore, la sacilese Francesca Cima, che con la sua Indigo film ha prodotto pellicole pluripremiate quali Il divo, La ragazza del lago, L’amico di famiglia, e che per questa nuova avventura su grande schermo, La doppia ora appunto, ha scelto di collaborare con MedusaFilm. I due ospiti saranno protagonisti di un ulteriore appuntamento alle 18.30 al Visionario di Udine, l'incontro-aperitivo SULLE TRACCE DEL GIALLO dedicato al cinema giallo, horror e thriller moderato da Giorgio Placereani e Luca Censabella.

In concorso alla 66. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia e al Toronto International Film Festival, e vincitore della Coppa Volpi, proprio a Venezia, per la migliore interpretazione femminile, quella dell’attrice polacca Ksenia Rappoport, La doppia ora segna l’incontro di Sonia e Guido (interpretato dal bravissimo Filippo Timi), due solitudini che sembrano specchiarsi l’una nell’altra. Un incontro che fa intravedere la possibilità di lasciare alle spalle vecchie ferite e ricominciare. Un incontro che segnerà in maniera inaspettata la vita di entrambi.
Potremmo definirlo un film di genere, LA DOPPIA ORA. Ma pur attingendo a piene mani dal noir, dal melò, dal thriller e dall’horror psicologico, si è voluto in qualche modo mantenerne le distanze, facendo invece forza sul vero nucleo narrativo del film, quello che vede i due protagonisti affrontare, ciascuno per proprio conto, un doloroso percorso interiore” commenta il regista Giuseppe Capotondi. “Da un lato Guido che nasconde nella disillusione la sofferenza del proprio passato, dall’altro Sonia misteriosa, bellissima, che sprofonda in un abisso fatto di ricordi che non riesce a scacciare. E quando le ragioni del tormento di entrambi sembrano trovare una spiegazione, forse una soluzione, tutto torna a confondersi per i protagonisti così come per lo spettatore, sino alla fine, sino all’ultima inquadratura rivelatrice. Perché niente e nessuno è come sembra in questa storia”.

venerdì 9 ottobre 2009

Gemellaggio Filarmonica "Città di Pordenone" - St. Veit Stadtkapelle

Nell'ambito delle iniziative di scambi culturali tra la nostra Città e la Carinzia, la "Filarmonica Città di Pordenone" ospiterà Sabato 10 Ottobre la banda musicale della "Stadtkapelle" di Sankt Veit an der Glan ( antica capitale del Ducato di Carinzia sita a pochi chilometri da Klagenfurt).
Gli ospiti austriaci, dopo aver visitato in mattinata il centro storico, si esibiranno nella Loggia del Municipio a partire dalle ore 17.00 presentando un programma di musiche classiche e tradizionali. Saranno poi ricevuti nella Sala Consiliare dell'Assessore alla Cultura Gianantonio Collaoni.
I musicisti della Filarmonica e della Stadtkapelle completeranno poi la giornata socializzando presso le Cantine Gelisi, dove degusteranno tipici prodotti del nostro territorio.

giovedì 8 ottobre 2009

Ripartono le proiezioni al Cinema Zancanaro

Ripartono domani, venerdì 9 ottobre, dopo la pausa estiva, le proiezioni al Cinema Zancanaro di Sacile, con una pellicola davvero da non perdere: FAME-SARANNO FAMOSI, remake del celeberrimo film diretto da Alan Parker nel 1980. Come l'originale, questa moderna versione sarà incentrata sulla vita di alcuni studenti che frequentano una scuola di spettacolo a New York, dalle prove per l'ammissione fino al diploma. Successo e fama con l’aggiunta di musica nuova e balletti esplosivi, Fame segue le vicende di un gruppo di talentuosi ballerini, cantanti, attori e artisti durante i quattro anni trascorsi alla New York City High School of Perfoming Arts, una scuola straordinaria, fucina di creatività dove gli studenti di ogni provenienza hanno la possibilità di realizzare i loro sogni e raggiungere una reale e durevole fama... In un’atmosfera di straordinaria competitività, la passione di ogni studente sarà messa a dura prova. Mentre i ragazzi lottano per ottenere il proprio “momento di gloria”, guidati dai migliori e pi ù inflessibili insegnanti, scopriranno chi tra loro ha la vera stoffa e la dedizione necessaria per avere il successo… Nel cast i giovani Asher Book, Kristy Flores, Paul Iacono, Paul McGill, Naturi Naughton, Kay Panabaker, Kherington Payne, Collina PenniŽ, Walter Perez, e Anna Maria Perez de Tagle. Partecipa al film Debbie Allen, membro del cast della serie originale Fame, che interpreta la Preside della scuola Angela Simm; il resto degli insegnanti sono interpretati da Charles S. Dutton, Kelsey Grammer, Megan Mullally e Bebe Neuwirth.

Anche a Pordenone il Premio David Giovani

Prende il via anche per quest’anno il Premio David Giovani, organizzato dall’Agiscuola e da Cinemazero all’interno del Premio David di Donatello, nel quale oltre mille studenti delle scuole superiori di ogni parte d’Italia potranno mettersi nei panni di critici cinematografici e dire la loro sul cinema italiano.

Cinemazero costituirà entro e non oltre il 16 ottobre 2009 una giuria di studenti iscritti negli istituti della provincia di Pordenone per un massimo di 50 studenti maggiorenni o che compiranno 18 anni entro agosto 2010. La giuria visionerà gratuitamente nelle sale di Cinemazero una ventina di film italiani della stagione e voterà alla fine quello ritenuto migliore. Entro marzo 2010 ogni giurato potrà consegnare una recensione su un film visto che verrà valutata da una commissione esaminatrice dell'Agiscuola. Alle tre migliori recensioni consegnate dagli studenti della regione Friuli verranno consegnati 3 ambiti premi: il primo classificato sarà ospite dell’Agiscuola alla 67° Mostra del Cinema di Venezia edizione 2010 come componente della giuria del “Leoncino D’Oro Agiscuola”. Il secondo ed il terzo classificato parteciperanno al Campus Cinema Scuola Giovani che si terrà a Roma tra novembre e dicembre 2010.
A conclusione del Premio, ai giurati che assisteranno ad almeno due terzi delle proiezioni, verrà rilasciato un attestato di partecipazione utilizzabile come credito formativo.
Tutti gli studenti che sono interessati a prendere parte in veste di giurati al Premio David Giovani devono chiamare, entro e non oltre venerdì 16 ottobre, la Mediateca Pordenone di Cinemazero allo 0434/520945 dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00.

White Rabbit trasloca e diventa Shelter

Il White Rabbit, noto Rock Club della Pedemontana, trasloca dalla storica sede di Giais, per giungere a Sequals (Località Solimbergo) e si chiamerà Shelter Rock Club.
Shelter ovvero "Rifugio" dedicato a tutti coloro che amano ballare musica rock di tutti i generi.
Sono attese a breve novità per la nuova stagione. Le potete trovare qui:
http://www.myspace.com/clubwhiterabbit

mercoledì 7 ottobre 2009

Atracoustic - Recording Studio

Problemi di registrazione e produzione musicale? C'è chi fa per voi proprio a due passi da casa!
Atracoustic Recording Studio nasce per offrire supporto tecnico e consulenza nelle realizzazione di suoni e musiche per qualunque tipo di applicazione.Dalla classica attività di studio di registrazione fino alla produzione audio per il video, rispondendo ai requisiti tecnici di qualunque progetto: dal missaggio surround fino all’audio per il web.
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Atracoustic Recording Studio
via Roveredo, 1A
33170 PORDENONE
http://www.atracoustic.com/
info@atracoustic.com

Circuito Cinema: Il Cinema d'Autore in Friuli

Si terrà Lunedì 12 Ottobre alle ore 15.30, presso la Mediateca di Cinemazero in P.zza della Motta a Pordenone, la presentazione del progetto " Circuito Cinema: Il Cinema d'Autore in Friuli".
Si tratta di una rassegna cinematrografica itinerante che coinvolgerà i Comuni di Codroipo, Casarsa della Delizia, Maniago, San Daniele del Friuli, San Vito al Tagliamento, Spilimbergo e Zoppola e cercherà di promuovere e valorizzare il cinema di qualità nelle piccole sale dei comuni pordenonesi e udinesi.
Interverranno Piero Colussi per Cinemazero, Marco Fortunato dell' Associazione Culturale Officine d’Autore e i rappresentanti di Visioni d'Insieme

martedì 6 ottobre 2009

Nel segno di Prokofiev

Il quinto appuntamento con la stagione sinfonica del teatro Verdi di Pordenone, in programma giovedì 15 ottobre, alle 20.45, rende un dovuto omaggio a quello che possiamo considerare uno dei più grandi compositori del secolo scorso, Sergej Prokofiev, grande pianista, raffinato compositore, maestro della strumentazione. Il grande pubblico lo conosce per la sua celebre fiaba, “Pierino e il Lupo”, per i balletti (soprattutto per “Romeo e Giulietta”), meno per le sue opere, le sinfonie (se si eccettua la “Classica”) ed i suoi concerti.

Ecco dunque l’occasione per apprezzare il genio di un grande protagonista della sua epoca, che visse a Parigi dal ’23 al ’33 per poi tornare in patria per partecipare attivamente alla vita culturale dell’Urss nel momento della sua grande ricostruzione. Patria che non gli risparmiò le solite accuse di “formalismo” nel 1948, ingiuriose, meschine e vergognose. Ma, come tutti sanno, non fu il solo a subire l’onta del processo artistico. E a molti andò peggio. La Quinta Sinfonia nasce nel clima pesante della Seconda Guerra Mondiale,ma la sua luminosità gioiosa sembra presagire la fine vittoriosa del conflitto. Il Terzo Concerto per pianoforte, il più popolare, risente della vicinanza con “L’Amore delle tre melarance” e col balletto “Il Buffone”, per l’estremizzazione dei lati caricaturali e grotteschi di cui Prokofiev era maestro.
In apertura di programma quell’Ouverture che va considerata come uno dei maggiori brani sinfonici della musica russa dell’Ottocento, pezzo brioso, pieno di fuoco, dal suo svolgersi rapido e intenso si sprigiona un palpitante romanticismo.
L’Orchestra del Verdi di Trieste sarà diretta da Julian Kovatchev, al piano
Giuseppe Albanese

Per quanto riguarda i biglietti da quest'anno c'è una bella novità sul fronte delle agevolazioni, che va ad affiancarsi a quelle già in vigore da tempo. Rivolta al pubblico dei giovani chiamata "Sinfo 16" e consiste nel biglietto d'ingresso al concerto a soli 5 euro per ragazzi fino a 16 anni e per un adulto accompagnatore. Si ricorda che i biglietti possono essere acquistati anche attraverso il call-center Greenticket (899-500055) e on line (
www.comunalegiuseppeverdi.it) con un’altra novità: chi utilizza questa formula può stamparsi il biglietto direttamente dal proprio computer e la sera del concerto non avrà più bisogno di passare attraverso la biglietteria. Sarà sufficiente esibirlo all’ingresso del teatro.
Programma
Mikhail Glinka (1804-1857)
Ouverture “Russland e Ludmilla”
Sergej Prokofiev (1891-1953)
Concerto n.3 in do maggiore per pianoforte e orchestra op.26
Sinfonia n.5 in si bemolle maggiore op.100