In conclusione di una stagione sinfonica quanto mai propositiva, nel Teatro Verdi di Pordenone, giovedì 22 ottobre, alle 20.45, ancora un grande affresco mahleriano, quasi continuazione del ciclo pluriennale che ha visto eseguire al Teatro Verdi molte delle sinfonie del grande compositore ebreo-boemo. La Quinta, che non vede la partecipazione del coro, ha toni tragici, drammatici. Il grande pubblico conosce questo imponente lavoro soprattutto per il suo Adagietto, l’inizio della parte finale, uno dei brani più celebri di Mahler, che fu utilizzato da Luchino Visconti come colonna sonora del suo film “Morte a Venezia”. Pagina deliziosa, di fatto una romanza senza parole, affidata ai soli archi su un accompagnamento discreto dell’arpa. Momento di raccoglimento e dell’oblio delle cose del mondo.
Il Nachtlied di Schumann, che vede la partecipazione del coro, ci riporta alla Germania del 1848, perché fu composto mentre a Dresda divampavano i moti rivoluzionari a cui lo stesso Wagner, direttore del teatro di corte, prendeva attivamente parte. Un contrasto stridente tra la pace evocata dal canto notturno, con questa scrittura che riesce ad esprimere quel sentimento romantico a lungo inseguito da Schumann nel melodramma ed i tumulti che echeggiavano per le strade. Curioso infine che Brahms, nel suo primo concerto per pianoforte, citi il tema di questo brano, forse messaggio cripto, allegoria del complesso rapporto del giovane compositore di Amburgo con i coniugi Schumann.
Dirige Stefan Anton Reck, che il pubblico di Pordenone oramai conosce molto bene, presenza autorevole di tutte le precedenti stagioni musicali.
Programma
Robert Schumann (1810-1856)
Nachtlied op.108 per coro e orchestra
Gustrav Mahler (1860-1911)
Sinfonia n.5 in do diesis minoreInserisci il resto del post qui