Mercoledì 2 dicembre alle ore ore 17.00 presso l’Auditorium Concordia di Pordenone, Ortoteatro in collaborazione con Provincia e Comune di Pordenone e con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia presenterà nella stagione “Con i Nonni a Teatro” lo spettacolo “Il gigante egoista”, portato in scena dalla compagnia emiliana Manicomics Teatro.
Il Gigante Egoista è andato a fare un lungo viaggio e ha affidato le sue proprietà al giardiniere, un simpatico personaggio che tra gags comiche, magie, giocolerie “chiacchiera” intrattenendo il pubblico, ma se lo sapesse il gigante! Al suo improvviso ritorno, il gigante, un personaggio alto più di due metri, vieta a chiunque di entrare nel suo bel parco, rimprovera il giardiniere e delimita le proprietà con divieti e cartelli. Al fido servo non rimane altro che passare il tempo a parlare con la luna e con i fiori, mentre l’egoismo del padrone porterà freddo e tenebre, trasformando la casa in un luogo triste e solitario dove a nessuno sarà permesso entrare.
Ma un giorno i bambini entrano di nascosto a giocare nel parco del gigante e magicamente riportano il calore di una volta, quel calore che fa sciogliere la neve ed il ghiaccio, ritornano gli uccellini, i fori e la bella stagione. Il cuore del gigante si intenerisce ed egli diventa amico dei bambini, delle formiche e dei fiori capendo che l’egoismo, come dice la luna, “ è una gran brutta faccenda”!
La poetica fiaba viene sviluppata attraverso una tecnica mista tra teatro d’attore e di figura, capace di divertire, far pensare e intrattenere ampie platee di pubblico. Durante i dialoghi tra i fiori, gli uccellini e la luna, l’attore clown che interpreta il giardiniere con i trampoli e con un grande costume diventa magicamente un gigante, trasformandosi in un enorme personaggio alto più di tre metri. Il sottile equilibrio tra comico e tragico è componente fondamentale di questa ricerca dove il quotidiano delle persone viene a volte dipinto con le forti tinte del grottesco e altre con il tocco leggero della poesia.Inserisci il resto del post qui
Riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera indirizzata alla Giunta Regionale da diversi Teatri della Regione
Egregi Signori,
a seguito degli articoli apparsi in data 27, 28 e 29 novembre 2009 sul Messaggero Veneto e relativi ad un dossier curato da parte del Teatro Stabile Pubblico Rossetti ed ai commenti relativi, ci preme precisare quanto segue:
Definire i finanziamenti in base al “merito” è sempre stata una nostra richiesta e ci siamo battuti nella scorsa legislatura affinché fosse inserito nella legge per lo spettacolo dal vivo (poi approvata a grande maggioranza) un Osservatorio Regionale dello Spettacolo con lo scopo di raccogliere ed elaborare i dati in modo obiettivo e fornire corrette e coerenti valutazioni che non possono riguardare esclusivamente i numeri di spettatori ma anche una serie di altri elementi almeno altrettanto importanti.
In ogni caso, la tabella diffusa dal Teatro Rossetti non ha nesso con la realtà dei fatti, è priva di fondamento logico e culturale, e rappresenta un penoso tentativo di suggerire scelte politiche che sarebbero prive di equità, se orientate da una rappresentazione scorretta dello stato delle cose.
1) Non obiettività
La tabella in questione non è frutto di un organismo autonomo e soprattutto in grado di fornire dati obiettivi e certi, raccolti in base a strumenti statistici, regole definite e trasparenti.
Infatti i numeri offerti dal Teatro Stabile Pubblico della nostra regione, vengono smentiti perentoriamente, per le loro realtà, sia dal Teatro Giovanni da Udine che dal Teatro Verdi di Pordenone sulla base di presenze certe e inoppugnabili. Su questo non si può giocare. Sono poi numeri contestati da tutti gli scriventi per l’assoluta inconsistenza del teorema che si intende sostenere: contributo regionale diviso spettatori uguale produttività! (regole chiare e trasparenti).
In altre regioni sono già attivi appositi istituti (Osservatori), la cui funzione è proprio quella di rappresentare la realtà dei fatti tramite regole stabilite secondo studi approfonditi, e non improvvisati.
2) Non omogeneità dei dati
La tabella in questione mette in corrispondenza dati e soggetti tra loro non omogenei per funzione.
Non si può misurare con la stessa unità di misura classi diverse di elementi, seppure questi partecipano al medesimo sistema. Esempio sportivo: in ogni disciplina esistono categorie differenti; ha senso però paragonare tra loro solo dati e record che appartengono a classi omologhe. Questo significa che paragonare tra loro i dati del teatro più pubblicamente finanziato della Regione – il Teatro Stabile Pubblico Rossetti, che dispone anche del teatro più capiente della regione – con il CTA Centro Teatro Animazione e Figure di Gorizia, col teatro di innovazione, con il teatro scuola o con enti che hanno funzioni di promozione e formazione del pubblico, e quelli che si occupano di programmazione anche musicale e lirica, è evidentemente una sciocchezza che non ha eguali: sarebbe come far incontrare sullo stesso ring un peso piuma contro un peso massimo! Forse sarebbe stato più corretto porre a confronto la “cosiddetta produttività” del Teatro Stabile Pubblico Rossetti con le “produttività” di altri omologhi Teatri Stabili Pubblici in Italia, tenendo conto però della sola attività paragonabile e confrontabile sul piano culturale (e non quella più prettamente commerciale), ovvero quella per cui i finanziamenti pubblici vengono attribuiti.
Abbiamo solo iniziato, ma sarebbero ancora molte le ragioni che dimostrerebbero nei fatti che la tabella fornita dal Teatro Stabile Pubblico della nostra regione è priva di fondamento, tendenziosa e basata su principi privi di logica.
Fa perciò poco onore ai dirigenti di una struttura pubblica, come il Rossetti Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, la cui funzione è prima di tutto produrre cultura e contribuire all’educazione delle nuove generazioni, usare scorrettezze di questo tipo utilizzando dati consapevolmente parziali.
Auspicando di aver fatto debita chiarezza rispetto ad un fatto increscioso che ha offeso tutto il Sistema Teatrale di questa regione, desideriamo rimarcare che le strutture appartenenti a detto sistema presentano i medesimi problemi riguardo a compressioni significative di contribuzione.
Chiediamo quindi che davanti alla contingente necessità di apportare dei tagli anche a soggetti del Sistema Teatrale Regionale, questi ultimi vadano presi non già su ipotesi infondate e rappresentazioni aberranti della realtà come la tabella in questione, ma seguendo un criterio equanime, senza privilegi o posizioni date per scontato.
Riteniamo un grave errore ridurre a banalizzazioni di campanile, o ad atteggiamenti scomposti guidati dal motto “mors tua vita mea” una questione così complessa, come quella di ridurre le risorse destinate alla cultura. Intravvediamo in ciò un modo di affrontare i problemi vecchio e superato.
Oggi invece sentiamo la necessità di voler interpretare il difficile momento che sta vivendo la nostra società con un rinnovato senso civico e di responsabilità, volendo essere validi interlocutori delle scelte politiche che accompagneranno il prossimo futuro, e delle riforme che, come auspichiamo da tempo, verranno varate.
Cordiali saluti
Artistiassociati (ARTS) *
Circuito Regionale Danza (ARTS)
CSS Teatro stabile di innovazione del FVG (ARTS)
CTA Centro Teatro Animazione e Figure (ARTS)
Ente Regionale Teatrale del FVG (ARTS)
La Contrada Teatro Stabile di Trieste (ARTS)
Teatro Nuovo Giovanni da Udine
Teatro Comunale Giuseppe Verdi – Pordenone
Teatro Giuseppe Verdi – Gorizia
Teatro Comunale di Monfalcone
Teatro Miela – Trieste
* ARTS sta per Associazione Regionale Teatri e SpettacoloInserisci il resto del post qui
Domenica 29 novembre alle ore 17.00 presso l’Auditorium Aldo Moro di Cordenons, in collaborazione con Provincia e Comune di Pordenone e con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia, si terrà il quarto appuntamento della stagione teatrale curata da Ortoteatro “A teatro anch’io”, dedicata al teatro per bambini.
Olivia paperina, una piccola paperottola dai grandi occhioni appena uscita dall’uovo, va alla scoperta del mondo: del sole, del mare, dei colori e delle parole che alle cose danno un nome. L’accompagna nelle sue scoperte Carletto, un simpatico ranocchio tutto verde che le insegna a muoversi tra le piccole-grandi meraviglie che Olivia incontra.
“Olivia paperina”, messa in scena dalla compagnia CTA di Gorizia, è uno spettacolo per i più piccini, che dei più piccini cerca di cogliere le curiosità, gli atteggiamenti, i continui perché. Uno spettacolo che guarda con tenerezza le piccole conquiste dei piccoli, e la loro voglia di aprire gli occhi su tutto ciò che li circonda. Uno spettacolo in cui lo sguardo sorridente di Altan, autore del testo e delle immagini, e la musica gioiosa di Aldo Tarabella collaborano a creare un’atmosfera tenera e simpatica.
Si terrà Giovedì 26 Novembre 2009 presso la Sala Convegni della BCC Pordenonese, il secondo appuntamento di "Riflettiamo su Cultura e Società", ciclo di dibattiti e conferenze organizzato dall' Associazione Culturale Città Domani in collaborazione con l'Assessorato Istruzione e Cultura della Regione Autonoma FVG, BCC Pordenonese, Associazione di Volontariato S. Pietro Apostolo e Centro Servizi Volontariato FVG.
Il tema della serata sarà un dibattito sul mondo scolastico e sulle sue riforme (possibili, o auspicabili) intitolato: "La scuola da Don Milani a Gelmini - Sarà ancora agenzia formativa?"
Sono chiamati ad intervenire Monsignor Luciano Padovese, Docente presso l' Università Teologica dell' Italia Settentrionale nonchè direttore del Centro Culturale "Casa A. Zanussi" di Pordenone, il Professor Francesco Milanese, docente presso l'Università degli Studi di Udine e Presidente di IDeE (Istituto per i Diritti e l'Educazione) e il Professor Sergio Chiarotto, dirigente scolastico dei Licei Classico Scientifico e Socio - Psico- Pedagogico "Leopardi - Majorana" di Pordenone.
Ognuno di loro porterà la propria esperienza all'interno delle istituzioni scolastiche e cercherà di far emergere le criticità, ma anche le nuove vie che si possono percorrere con l'insegnamento e la gestione degli istituti scolastici.
L'inizio della conferenza è previsto per le ore 20.30
Verrà proiettato domani, giovedì 26 novembre, in Sala Grande a Cinemazero alle ore 20.00, con ingresso libero, il documentario “A scuola di mondo”, girato durante le lezioni dei corsi di lingua e cultura italiana per immigrati, che vengono realizzati presso il CTP per l’educazione in età adulta annesso alla Scuola secondaria di primo grado “G. Lozer” di Pordenone. Ideato da Luigina Perosa e Cristina Cimetta e realizzato da Tommaso Lessio grazie anche al contributo della Regione FVG e della Provincia di Pordenone, il documentario è una co-produzione Centro territoriale permanente di Pordenone e Mediateca Pordenone di Cinemazero e racconta, utilizzando la metafora del cibo, le dinamiche di integrazione fra diverse culture. Il documentario riporta fedelmente frammenti delle lezioni che si tengono al CTP della scuola Lozer, e diventa dunque specchio della realtà quotidiana di questi corsi, durante i quali persone provenienti da diversi paesi del mondo, di diverse età e anche di differenti livelli di istruzione (si va dagli analfabeti ai laureati) imparano la lingua italiana, ma soprattutto hanno la possibilità conoscere e integrarsi nella nostra società e di diventare dunque cittadini, oltre che lavoratori del nostro paese.
La proiezione del documentario si inserisce nell’ambito della serata inaugurale della retrospettiva “Gli Occhi dell’Africa”, che proseguirà alle ore 20.30 con la proiezione del film Izulu Lami (Il cielo segreto), del regista sudafricano Madoda Ncayiyana, storia di due bimbi africani che nella città di Durban si trovano a vivere situazioni di profondo disagio, sulla strada, luogo di sopravvivenza per tanti ragazzini, costretti a lottare ogni giorno contro un ambiente sociale violento.
Angelo Foletto, critico musicale di “Repubblica”, insegnante di Storia della musica al Conservatorio di Milano, autore di programmi televisivi e saggi per teatri e istituzioni diverse sarà ospite giovedì 3 dicembre, alle 18, del Ridotto del Teatro Verdi di Pordenone (ingresso libero), nell’ambito della serie di incontri “Raccontare la musica”. Parlerà dell’opera lirica “Il Trovatore” in programma il 9 e 10 dicembre in teatro. Della celebre opera di Verdi parlerà anche la docente e critica musicale Elisabetta Torselli martedì 1 dicembre, alle 9.15 e alle 11, nel corso di due incontri che “Raccontare la musica” dedica alle scuole secondarie superiori.
Si apre giovedì 26 novembre la terza edizione di “Gli Occhi dell’Africa”, retrospettiva di cinema africano che si svilupperà fino al 13 gennaio 2010 attraverso un programma itinerante di 10 proiezioni a Pordenone (Cinemazero), Udine (Cinema Visionario), San Daniele del Friuli (Cinema Splendor), Gemona del Friuli (Cinema sociale), Sacile (Cinema Zancanaro).
Nonostante alcune difficoltà, si è riusciti a dare continuità a questo evento, realizzato quest’anno da Cinemazero, Caritas Diocesana di Concordia – Pordenone, cooperativa L’AltraMetà di Pordenone, in collaborazione con Officine d’autore San Daniele del Friuli, La Cineteca del Friuli Gemona del Friuli, Comune di Sacile Assessorato alla Cultura, Centro Espressioni Cinematografiche Udine, Time For Africa Udine e con il sostegno di Provincia di Pordenone, Comune di Pordenone, BCC Pordenonese, Centro Servizi Volontariato Friuli Venezia Giulia.
Nel titolo è racchiuso il senso dell’iniziativa: “Gli occhi dell’Africa”, che propone pellicole di qualità a firma di importanti registi originari del continente nero e di autori italiani e stranieri che hanno voluto raccontare queste terre, vuole essere un’opportunità per vedere l’Africa con gli occhi degli africani, capire come loro vedono la propria terra, con le sue risorse, bellezze, difficoltà, potenzialità. Un mondo cinematografico diverso dal nostro, con meno risorse e lustrini, ma, proprio per questo, interessante per la sua aderenza alla realtà o, al contrario, per la sua sorprendete voglia di sognare, di evadere, di inventarsi un nuovo mondo, magari rincorrendo l’occidente, ma in maniera molto personale. Come si è già fatto nelle edizioni precedenti, i film saranno proiettati in lingua originale con sottotitoli in italiano. Tutti gli spettacoli sono a ingresso libero.
La serata inaugurale è in programma a Pordenone, in Sala Grande a Cinemazero, giovedì 26 novembre. Alle ore 20.00 la proiezione, a ingresso libero, del documentario “A scuola di mondo”, ideato da Luigina Perosa e Cristina Cimetta e realizzato da Tommaso Lessio. Il documentario è una co-produzione Centro territoriale permanente di Pordenone e Mediateca Pordenone di Cinemazero, ed è stato realizzato durante i Corsi di lingua e cultura italiana per immigrati, presso il CTP per l’educazione in età adulta. Racconta, utilizzando la metafora del cibo, le dinamiche di integrazione fra diverse culture. Seguirà la proiezione del film Izulu Lami (Il cielo segreto), del regista sudafricano Madoda Ncayiyana, vincitore del Premio Dikalo - Best Feature Film 2009 al Pan African Film Festival di Cannes, storia di due bimbi africani che nella città di Durban si trovano a vivere situazioni di profondo disagio, sulla strada, luogo di sopravvivenza per tanti ragazzini, costretti a lottare ogni giorno contro un ambiente sociale violento. Nell’ambito della serata, verrà inaugurata anche la mostra fotografica “Volti di guerra”, realizzata nell’ambito del progetto di reinserimento scolastico, sociale e familiare degli ex bambini soldato della Repubblica Democratica del Congo, coordinato da Caritas Italiana. La mostra, composta da venti pannelli, raccoglie le suggestive immagini in bianco e nero del fotografo Roberto Cavalieri, durante una delle ultime missioni in Congo, nella regione del Nord Kivu (Goma) e del Maniema (Kindu), dove opera il progetto Caritas. La mostra sarà visitabile, fino al 10 dicembre, negli orari di apertura delle sale di Cinemazero.
La retrospettiva proseguirà con una grande varietà di film, sia per la provenienza, sia per i temi trattati. Tra le pellicole proposte, Mascarades, di Lyes Salem, (Udine, Visionario, martedì 1 dicembre, Pordenone, Cinemazero, giovedì 10 dicembre) uscito in Algeria in pieno ramadan e presentato all’ultima edizione del Festival del Cinema Africano, è una commedia briosa e irriverente, che porta una vera boccata d’aria nel panorama del cinema algerino; Il colore delle parole di Marco Simon Puccioni (Pordenone, Cinemazero, giovedì 3 dicembre, alla presenza del regista, San Daniele del Friuli, Cinema Splendor, sabato 12 dicembre), il film narra la storia di quattro amici, musicisti, mediatori e scrittori africani, presenti in Italia da oltre trent’anni, che si battono per i diritti degli immigrati nel paese, ma anche per far conoscere la loro cultura agli italiani; The devil came on horseback, di Annie Sundberg e Ricki Stern (San Daniele del Friuli, Cinema Splendor, martedì 8 dicembre) un film sulla tragedia in corso in Darfur, raccontata con gli occhi di un testimone americano che ha fatto ritorno negli Stati Uniti e che si impegna per cercare di arrestare un conflitto che sembra interminabile; Barakat! (Sacile – Cinema Zancanaro, mercoledì 9 dicembre, Gemona del Friuli – Cinema sociale, mercoledì 16 dicembre) di Djamila Sahraoui, che in un’Algeria ancora vittima del fanatismo integralista, ci racconta di due donne coraggiose che partono alla ricerca del marito della donna più giovane rapito a causa dei suoi coraggiosi articoli; Munyurangabo, del regista ruandese Lee Isaac Chung (San Daniele del Friuli – Cinema Splendor martedì 15 dicembre, Gemona del Friuli – Cinema sociale mercoledì 13 gennaio) storia dell’amicizia tra due ragazzi, Sangwa e Munyurangabo, uno hutu e l’altro tutsi.
Enrico Finzi, ricercatore sociale, consulente, giornalista (scrive su “ Il Sole 24 Ore” e “ LʼEspresso”), sociologo e ricercatore sociale, autore di vari saggi e libri in materia sarà il secondo protagonista degli incontri di “Adotta uno spettacolo”, il progetto curato dall’associaizone Thesis di Pordenone. Venerdì, alle 17.30, nella sala grande del Teatro Verdi, interverrà sul tema “L’arte di essere felici” (ingresso libero).
L’incontro è inserito nel percorso “Il teatro delle idee” , che affronta il tema della condizione umana e la sua innata aspirazione alla felicità, cui gli uomini nelle azioni quotidiane tendono spontaneamente. Ma sembra che il “mestiere di vivere” anche solo il quotidiano richieda fin da giovani – tra lavori precari e quindi la difficoltà di realizzazione personale - un surplus di energia che a volte rende impossibile “lʼarte di godersi la vita”.
Saranno 2.200 e per tre giorni – il 2 e 3 dicembre alle 10 e il 4 dicembre alle 9.30 e alle 11 - “invaderanno” il Teatro Verdi di Pordenone: è di nuovo il grande momento dei bambini, provenienti da diverse scuole di tutta la provincia, che, sulle note dell’Orchestra del Verdi di Trieste, agli “ordini” del direttore, si caleranno nei panni del coro cantando le più famose arie di “Hansel e Gretel, ovvero il farsi di un destino”, di Engelbert Humperdinck.
Registrando un’adesione straordinaria – addirittura 600 partecipanti in più rispetto alla prima edizione, tanto che è stata aggiunta una replica – si ripete, dunque il prestigioso progetto di avvicinamento dei giovani all’opera lirica inserito nell’ambito delle iniziative di educazione teatrale rivolto alle scuole di ogni ordine e grado, portato avanti dal Comunale pordenonese.
il progetto “Opera domani” - prodotto da Aslico (Associazione Lirica e Concertistica Italiana) con la Fondazione Teatro Lirico di Trieste, organizzato a Pordenone dal Teatro Verdi e sostenuto dal Comune - è rivolto agli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado. E’ un progetto educativo nato nel 1997 ch interessa ogni anno circa 50.000 ragazzi e 1500 insegnanti di tutta Italia.
“Armati” di lanterne e cappelli a forma di fungo realizzati in classe a supporto della scenografia – per creare le magiche atmosfere della celebre fiaba dei fratelli Grimm - i bambini saranno coinvolti dagli artisti per cantare alcune arie ed eseguire alcuni semplici movimenti appositamente preparati con il lavoro in classe svolto insieme agli insegnanti.
Lo spettacolo è stato infatti preceduto da un percorso didattico-formativo rivolto ai docenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado, (riconosciuto dal Ministero della Pubblica Istruzione come corso di aggiornamento).
Partecipano all’iniziativa classi delle scuole elementari di Prata (Ippolito Nievo), Pordenone (Odorico da Pordenone, Gabelli, Collodi, Gozzi, Rosmini, Nervesa, Padre Marco d’Aviano e Leonardo Da Vinci), Zoppola (Beato Odorico), Sacile (G. Deledda), Porcia (Gabelli e Rorai Piccolo), Spilimbergo (Cavedalis), San Vito al Tagliamento (De Amicis), Codroipo (Fabris), San Quirino (Foscolo) e Roveredo (Fermi)
Per le medie inferiori sono presenti Maniago (Marconi), Cordenons (Da Vinci), Pordenone con la Pasolini e la Centro storico, Chions (Istituto comprensivo Svevo), Casarsa (E. Fermi), Sacile (Balliana Nievo), Fiume Veneto (istituto comprensivo) e Brugnera (Canova).
Anche quest’anno si rinnova la convenzione con l’Amministrazione comunale di Maniago che faciliterà la presenza degli studenti agli spettacoli offrendo il servizio di trasporto.
Si apre giovedì 26 novembre alle ore 21.00 con lo spettacolo su Spoon River la serie di incontri intitolata “Spritz! Aperitivi teatrali”, organizzata da Ortoteatro in collaborazione con il Caffè degli Artisti, all’interno della hall del Centro Culturale Aldo Moro di Cordenons.
La rassegna vuole inaugurare uno spazio nuovo e aperto alle proposte teatrali, letterarie e artistiche per stimolare l’incontro con la cultura in un’atmosfera diversa rispetto ai soliti spazi a essa dedicati, in una dimensione pubblica e intima allo stesso tempo. Dai tavolini del caffè si potrà assistere di volta in volta a differenti appuntamenti che spaziano tra i generi vari dell’espressione artistica, a cominciare dallo spettacolo di Ortoteatro “Spoon River. Poesia e musica”. Riprendendo alcuni personaggi tratti dall’antologia di Edgar Lee Masters (tradotta da Fernanda Pivano), dei quali Fabrizio De André nel 1971 cantò le sorti nell’album “Non al denaro, non all’amore né al cielo”, vengono messi in scena tra teatro, poesia e musica gli eventi evocati nel libro di Spoon River. Attraverso la delicatezza di un poeta come De André e la ricchezza delle personalità descritte da Masters, si scoprono dei temi sempre attuali e toccanti sui quali riflettere ed emozionarsi.
Lo spettacolo è a ingresso gratuito.
Mercoledì 25 novembre alle ore 17.00 presso l’Auditorium Concordia a Pordenone, in collaborazione con Provincia e Comune di Pordenone e con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia, si terrà il secondo appuntamento della stagione teatrale curata da Ortoteatro “Con i Nonni a Teatro”, dedicata al teatro per bambini.
La Compagnia del Banco Volante di Genova metterà in scena “La Bella e la Bestia”, uno spettacolo di marionette che si rifà alla ben nota fiaba amata da tante generazioni di bambini e adulti.
La trama dello spettacolo ruota attorno al delicato racconto di un amore impossibile tra la Bella, una giovane e splendida fanciulla, e la Bestia, un essere mostruoso eppure gentile e sensibile. A fianco a questi si muovono i personaggi delle sorelle e del padre della Bella, che offrono molti spunti di comicità tipica dei burattini.
Lo spettacolo si basa sull’uso di burattini scolpiti nel legno in alcune scene e, in altre, di marionette da tavolo. L’allestimento è frutto di un lungo periodo di meticolosa preparazione di ogni dettaglio, dai volti, alle mani, ai vestiti, alle scene. Lo stesso teatrino di legno che ospita lo spettacolo, largo e alto due metri e mezzo, è concepito come un’opera d’arte, un grande giocattolo al servizio del pubblico.
Giovedi 19 novembre 2009 / Ore 21:30 / Ingresso GratuitoDeposito Giordani - Pordenone
EDIE SEDGWICK (WASHINGTON DC, USA) + KID WEIRD AND THE COMBOS (PORDENONE)
EDIE SEDGWICK (WASHINGTON DC, USA)
Edie Sedgwick era la musa di Andy Warhol, uno dei volti più rappresentativi degli anni '60: ora si è reincarnata nei panni di Justin Moyer, già leader e autore/cantante/bassista/batterista di El Guapo e Supersystem, uno dei nomi più caldi dei primi 2000 in America, protagonisti di tantissimi concerti entusiasmanti anche in Italia.
Musicalmente un intreccio di punk, electro, pop di plastica, trash, funk, il nuovo album "Things are Getting Sinister and Sinisterer" è uscito in primavera su Dischord, la leggendaria label di Washington DC fondata e portata avanti da Ian Mackaye, leader dei Fugazi.
http://www.ediesedgwick.biz/ www.myspace.com/ediesedgwick
KID WEIRD AND THE COMBOS (PORDENONE)
Chi non conosce gli alfieri della new wave/no wave pordenonese? Dal vivo sono una bomba: energici, tirati, urgenti. In formazione hanno pure due maniaghesi: una garanzia! ;-)
www.myspace.com/kidweirdthecombos
www.myspace.com/clubwhiterabbitFACEBOOK : Gruppo "Shelter Rock Club"
Il 20 novembre le Nazioni Unite celebrano la giornata mondiale dei diritti dell'infanzia, in ricordo della convenzione dei diritti dell'infanzia, approvata dall'assemblea generale il 20 novembre 1989.
Per l’occasione, venerdì 20 novembre a Pordenone, alle ore 20.30, in Sala Grande, Cinemazero propone, in esclusiva e in anteprima assoluta, la proiezione di Non è ancora domani (La Pivellina). Il film uscirà sugli schermi italiani nel Febbraio 2010.
Il film è in programma anche per gli studenti delle scuole sempre venerdì 20 novembre, alle ore 9.15, in SalaGrande.
Non è ancora domani (La Pivellina), della regista bolzanina Tizza Covi e il suo collega Reiner Frimmel, girato in italiano nel quartiere San Basilio di Roma, ha guadagnato una menzione speciale al Festival di Cannes, vincendo il premio Europa Cinemas.
La pellicola racconta la storia dolcissima e dai risvolti sociali di Asia, bambina di due/tre anni abbandonata in un parco e ritrovata da Patti, una donna che vive insieme al marito in una roulotte a San Basilio, periferia di Roma, all’interno di una comunità di circensi. La Pivellina ha come protagonisti gli outsider della nostra società; attraverso la vicenda della piccola abbandonata, affronta i temi dell’amore incondizionato, dell’emarginazione e della fratellanza. Un toccante racconto di coraggio e discriminazione, di perdita e di umanità, uno sguardo all’interno di una comunità spesso emarginata dai pregiudizi.
La proiezione delle 20.30 a Cinemazero sarà seguita da un dibattito sul tema dei diritti dell’infanzia, a cui parteciperanno Emiliana Moro (Unicef di Pordenone), Fabia Mellina Barlo (esperta di diritto dei minori), Luigi Piccoli (coordinamento regionale PIDIDA FVG, rete di associazioni e ONG attive nell’ambito della tutela dell’infanzia). Coordina l’incontro Piero Colussi (Cinemazero).
I diritti dell'infanzia sono sanciti dalla convenzione dei diritti dell'infanzia, approvata dall'assemblea generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989. La convenzione ha avuto l'approvazione, almeno in via di principio, da parte di quasi tutte le nazioni. Secondo il sito delle Nazioni unite, al 14 novembre 2003, soltanto due stati non avevano ancora provveduto a fare propria la carta, pur avendola siglata: la Somalia e gli Stati Uniti.
L'Italia ha fatto propria la convenzione con la legge 176 del 27 maggio 1991 e con una legge del 23 dicembre 1997 ha istituito la Commissione parlamentare per l’infanzia e l’Osservatorio nazionale per l’infanzia.
E’ il momento dei bambini, al Teatro Verdi di Pordenone: un teatro aperto, che dialoga con la città e che, con lo stesso impegno e qualità indirizzati agli adulti, offre una proposta di spettacoli ed eventi dedicati ai “piccoli”cittadini e delle famiglie, seguendo un percorso fatto di inediti e originali appuntamenti, nel segno della qualità assoluta.
Quattro gli appuntamenti in programma, per raccontare storie classiche, nuove o avventurose o per giocare con la fantasia. E, naturalmente, la possibilità per i piccoli spettattori e per le loro famiglie, di acquistare l’abbonamento a un prezzo decisamente vantaggioso considerando la qualità della proposta (9 euro per ragazzi fino a 12 anni, 13 euro per gli adulti) .
Si parte domenica 29 novembre, alle 16, con “Le avventure di Pinocchio...ovvero il solito ceppo d'albero fatato”, portato in scena da Fontemaggiore Teatro Stabile di Innovazione: un altro sguardo su Pinocchio, un'altra lettura di un libro che, come tutti i classici, non finisce mai di stupire. Uno spettacolo dedicato a tutti quei Pinocchi che non vogliono smettere di essere monelli.
Il 10 gennaio, dalle 14.30, ecco l’attesissimo “Favole in festa. Teatro in gioco, giocare a teatro”, che torna per il quarto anno consecutivo. Anche quest'anno, nel teatro aperto ai bambini e alle famiglie, ci sarà chi racconterà le fiabe, chi le ascolterà, chi le inventerà, chi le vedrà e anche chi le costruirà, dando vita a fantastici personaggi e storie da ricordare. Tutto si svolgerà nei vari foyer, dove i tanti ospiti della manifestazione allestiranno la grande “fabbrica” delle favole.
Doppio appuntamento il 31 gennaio (alle 15 e alle 17) , con “Il pinguino senza frac”, liberamente tratto dal racconto di Silvio D’Arzo, per il Teatro delle Briciole Solares Fondazione delle Arti
Piccolo, bianco, povero e senza frac: è Limpo, un pinguino che, triste e sconsolato, si allontana da Mamma e Papà pinguini avventurandosi nell’immenso e sconosciuto Nord alla ricerca della risposta a un'unica domanda: perché lui non ha il frac?
Uno spettacolo che diverte, emoziona, allestito in una scena che, complici le luci, diventa un ambiente lunare e del sogno, un luogo algido e gelido senza tempo, un Circolo Sociale Antartico.
Quattro, infine, le repliche dell’ultimo appuntamento della rassegna (sabato 27 e domenica 28 febbraio, alle 15 e alle 17), “I tre piccoli lupi e il grande maiale cattivo” dal libro “The Three Little Wolves and the Big Bad Pig” di Eugene Trivizas, spettacolo in arrivo dalla Germania, presentato dalla celebre Compagnia Tearticolo di Mattias Trâger: perfetto per le famiglie e per il pubblico più giovane, ma anche per tutti gli amanti del teatro di figura e delle fiabe classiche munite di una marcia in più grazie a un punto di vista assolutamente inedito
Dopo il grande successo della prima serata, appuntamento con la XXXI edizione dell’Autunno Musicale, presso il Teatro Comunale “Marcello Mascherini” con lo spettacolo Belcanto Improvisation del pianista Danilo Rea.
Sabato 21 novembre, il protagonista della seconda serata della rassegna Autunno Musicale, sarà il pianista di fama internazionale Danilo Rea.
Rea proporrà una lettura in chiave jazz di celebri arie d’opera nello spettacolo “Belcanto Improvisation”. Verranno eseguite musiche tratte da Norma e La Sonnambula di Vincenzo Bellini, Il Barbiere di Siviglia, Mosè in Egitto Guillame Tell di Gioacchino Rossini, Lucia di Lammermoor, Don Pasquale di Gaetano Donizetti.
Danilo Rea, torna ad Azzano Decimo, dopo essere stato ospite nel gennaio 2008 della rassegna Great Nights. In quell’occasione, in cui si registrò il tutto esaurito, Rea propose lo spettacolo “Omaggio a Fabrizio De André” in cui condusse il pubblico sulle tracce dell’indimenticabile cantautore attraverso i suoi grandi classici.
Danilo Rea è uno dei migliori pianisti del jazz italiano e può vantare una solida preparazione accademica essendosi diplomato presso il conservatorio di musica “Santa Cecilia” di Roma. Tra le collaborazioni concertistiche e discografiche si ricordano quella con Chet Baker, Lee Konitz, Steve Grossman e molti altri. Nell’ambiente pop vanta un curriculum fra i più prestigiosi: Mina, Pino Daniele, Claudio Baglioni, Fiorella Mannoia e molti altri. Ha tenuto concerti in Francia, Inghilterra, Stati Uniti, India, Senegal, Cina. Le sue esibizioni si estendono anche al circuito classico tra le quali spiccano: partecipazione, all’opera di Roberto De Simone “Requiem per PierPaolo Pasolini” al teatro San Carlo di Napoli sotto la direzione di Zoltan Pesko e in ensamble al teatro “Rossini” di Pesaro per il “Rossini Opera Festival” in seno al progetto “Rossini mon amour”; esibizione in duo con Roberto Gatto nell’ambito di una rassegna jazz al teatro dell’Opera di Roma, con il progetto “Lirico” e al Guggenheim di New York sempre con il medesimo progetto.Quella del teatro Mascherini è una serata che ha tutte le carte in regola per essere un appuntamento eccezionale, in cui le emozioni saranno le indiscusse protagoniste. L’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili: un motivo in più per non mancare
“Un poveraccio quando esce fuori di testa si sente Re, un Re quando impazzisce che cosa si può mai immaginare di essere?”. E’ l'incipit da cui ha origine “Il popolo non ha il pane? Diamogli le brioche”, che sarà al teatro Verdi di Pordenone sabato 21 novembre, alle 20.45, in esclusiva regionale, inserito nella rassegna “Interazioni”.
Lo spettacolo segna il ritorno in palcoscenico di Filippo Timi, nella doppia veste di attore e di co-autore e regista (insieme a Stefania De Santis) dopo i successi cinematografici come protagonista di “Come Dio comanda” di Gabriele Salvatores e di “Vincere” di Marco Bellocchio, ma anche dopo le notevoli esperienze letterarie. Ciò a sottolineare quanto Timi sia sempre pronto a mettersi in gioco, prendere in giro se stesso, le sue manie e insicurezze, soffermandosi, poi, su quelle dei "malcapitati" che catturano la sua attenzione.
L’ironico “Amleto” che ha costruito dice la sua sul rapporto illusione-realtà, follia e potere, a partire dal titolo. “E’ l’assurda risposta dei potenti ai concreti bisogni delle persone” spiega Timi. “Il mio è un principe orgiastico, tutto cibo e denti marci; lo specchio consapevole del mondo da cui proviene, quello dei potenti che nel 1600 potevano permettersi di uccidere un uomo solo per il gusto di farlo”. Un principe che ha preso coscienza di sé e della sua identità e che vuole svelare il gioco della finzione teatrale anche a tutti gli altri personaggi.
“Corpetto di maglia metallica e aria farneticante – scrive Rodolfo Di Giammarco su Repubblica - come un Carmelo Bene devastatore (culminando in una filastrocca alla Petrolini), Timi denuncia la trappola del padre buono, della madre puttana, dello zio maiale e di un’Ofelia alla Olivia De Havilland cui dà corpo Paola Fresa, missando Piaf, Strass, Battisti e una versione di Nothing compares 2 U da brividi. Fa essere-o-non-essere da sbandieratore, esalta i numeri di Marina Rocco alias ghiotta Marilyn Monroe e quelli di Lucia Mascino e Luca Pignagnoli. Dice di voler dare spettacolo, e lo fa, con un superbo istinto”.
“Con Good Morning Aman il mio tentativo è stato quello di mettere in scena una storia sull’identità e l’integrazione scavando nel rapporto di amicizia e solitudine tra due italiani: uno bianco e l’altro nero. Sono molto felice che a un film, con un protagonista italiano di origine somala, venga data tanta attenzione”: così il regista Claudio Noce parla del suo primo lungometraggio, Good Morning Aman, che sarà proiettato a Cinemazero mercoledì 18 novembre, alle ore 20.45 in Sala Grande, nel corso di una serata speciale in cui saranno presenti, oltre al regista, gli attori protagonisti del film: Valerio Mastandrea, attore di grande spessore, già protagonista di film a firma di importanti registi italiani (tra le sue più recenti interpretazioni i ruoli in Tutta la vita davanti di Paolo Virzì e Un giorno perfetto di Ferzan Ozpetek), e il diciannovenne italiano, ma di origini somale, Said Sabrie.
Good Morning Aman, presentato tra gli appalusi all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, nell’ambito delle Giornate degli Autori, è una storia di integrazione ambientata in una Roma ormai multietnica. Racconta la storia di amicizia tra il giovane Aman (interpretato da Said Sabrie), un ragazzo italiano di origine somala, e Teodoro, ex pugile di quarant’anni, vittima del suo doloroso passato, interpretato da Valerio Mastandrea, che ha prestato volentieri la sua esperienza cinematografica per un film dal forte contenuto sociale, sostenendolo non solo con la sua interpretazione, ma anche come produttore associato. Intensa e importante anche l’interpretazione del giovane attore Said Sabrie, che fa parte di quella seconda generazione di immigrati che vivono nel nostro paese e sono italiani. Said infatti non è mai stato in Somalia. Da quando ha tre mesi, con la sua famiglia, vive a Roma dove è cresciuto e dove ha compiuto i suoi studi. E’ la testimonianza di come la nostra sia ormai una società davvero multiculturale.
La serata di mercoledì a Cinemazero è un’anticipazione di “Gli occhi dell’Africa”, retrospettiva di Cinema Africano organizzata da Cinemazero, Caritas Diocesana di Concordia-Pordenone, Associazione L’altrametà – Pordenone, in programma dal 26 novembre 2009 al 10 gennaio 2010 con proiezioni a ingresso gratuito a Pordenone, Sacile, San Daniele del Friuli, Gemona del Friuli, Udine. La retrospettiva gode del sostegno di Provincia di Pordenone, Comune di Pordenone, Banca di Credito Cooperativo Pordenonese, Centro Servizi Volontariato Friuli Venezia Giulia.
Gli incontri organizzati dalla Mediateca Pordenone di Cinemazero, in collaborazione con ARPA Fvg LaREA (Laboratorio Regionale di Educazione Ambientale) in occasione della Settimana Unesco per la sostenibilità si concludono venerdì 13 novembre, alle ore 21.00, alla saletta dell’ex convento San Francesco di Pordenone, con una serata speciale in cui verrà presentata Mediatecambiente, nuova sezione della Mediateca Pordenone di Cinemazero.
Seguirà la proiezione del film Earthlings, in collaborazione con la LAC, Lega per l’abolizione della caccia, documentario animalista del 2005, scritto, prodotto e diretto da Shaun Monson e musicato da Moby. (La visione del film è consigliata solo ad un pubblico adulto per la crudezza delle immagini mostrate).
Mediatecambiente è la nuova sezione “verde” della Mediateca Pordenone di Cinemazero. All’interno di essa, si potranno trovare un centinaio – per il momento - di titoli in dvd (catalogati e schedati in un’apposita brochure): dai documentari alle inchieste, dagli spot video e cortometraggi ai film di genere, dai cartoni animati ai videoclip musicali, tutti dedicati ai temi dell’ecologia e della sostenibilità. Attraverso Mediatecambiente, inoltre, saranno consultabili manuali e pubblicazioni dei principali festival di cinema per l’ambiente e in particolare le riviste “.eco l’educazione sostenibile” e “La nuova ecologia”, che seguono rispettivamente il festival di Torino Cinemambiente e il Clorofilla film festival.
La nuova sezione vuole inoltre rappresentare un laboratorio d’idee dove poter progettare, assieme al mondo della scuola e ad altri soggetti interessati, attività di educazione e sensibilizzazione sui temi ambientali attraverso i prodotti dell’audiovisivo. In particolare per le scuole saranno proposti periodicamente dei momenti di approfondimento sul panorama della comunicazione ambientale cercando di conoscere la moltitudine di linguaggi diversi attraverso i quali si parla d’ambiente, dal mondo della pubblicità ai fumetti, dai videoclip musicali al mondo online, dalla TV alla radio e altro ancora.
Coinvolgerà 1.800 studenti delle scuole superiori della provincia di Pordenone“Adotta uno spettacolo”, il progetto di accostamento al teatro che prenderà il via il 17 novembre e in undici anni ha coinvolto dodicimila ragazzi, che forse non avrebbero mai scelto spontaneamente di assistere a una rappresentazione teatrale mentre oggi, invece, seguono con passione e consapevolezza il teatro e il suo mondo. Un interesse crescente, se consideriamo che in questa stagione si registra anche l’ingresso di due nuovi istituti: il liceo “Don Bosco” di Pordenone e il “Sarpi” di San Vito al Tagliamento, ai quali si affiancano il "Flora", il "Pertini", il “Leopardi-Majorana” e il “Grigoletti” di Pordenone; il "Torricelli" di Maniago; il "Marchesini" di Sacile, i Licei sperimentali "Pujati" di Sacile e "Le Filandiere" di San Vito al Tagliamento
Organizzato dall’Associazione Thesis in collaborazione con il Teatro Verdi di Pordenone e l’Ente Regionale Teatrale (con il sostegno di Fondazione Crup e della Provincia di Pordenone), dallo scorso anno il progetto ha ampliato la prospettiva con una serie di incontri che hanno allargato lo sguardo al mondo della cultura. Non solo attori o registi, dunque, ma anche giornalisti, critici teatrali e scrittori, per una serie di appuntamenti aperti anche al pubblico, ospitati nel Teatro Verdi.
Sotto il titolo “Visioni/Incontri/Esperienze” sono stati individuati allʼinterno delle stagioni del Verdi di Pordenone, dei teatri di San Vito al Tagliamento, di Maniago, di Casarsa della Delizia e da questʼanno anche di Sacile, degli ambiti tematici e delle proposte che autonomamente possano costituire per gli studenti spunti per analisi sul mondo, per uno sguardo sul presente, per approfondire anche attraverso il linguaggio del teatro alcuni dei temi nei programmi scolastici.
Nel Teatro Verdi di Pordenone è arrivato anche il momento della danza. Ad aprire la stagione del balletto sarà, giovedì 19 novembre, alle 20.45, lo spettacolo della compagnia Europa Danse “Picasso e la danza” - con le coreografie originali ricostruite, le scene e i costumi che il genio di Picasso aveva appositamente disegnato - un omaggio al grande pittore spagnolo e ai "Ballets Russes". E’ dedicato, dunque, a quel fenomeno interdisciplinare che seppe far convergere le energie e la creatività dei più grandi artisti che operarono nella Parigi dei primissimi anni del secolo scorso: Picasso, Matisse e De Chirico per le scene, Ravel, Stravinskij e Milhaud per le musiche, Nizinskij, Massine, Fokine e Balanchine per le coreografie.
La compagnia Europa Danse, nata nel 1999 sul modello dell’Orchestra Giovanile Europea di Claudio Abbado, ha accolto nell’arco di dieci anni duecentocinquanta danzatori tra i sedici e i ventuno anni.
L’attuale formazione comprende ventidue elementi, tra cui un’italiana, provenienti da dieci paesi europei. Picasso e la danza, che ha debuttato lo scorso ottobre a Parigi, al Théâtre des Champs-Elysées, propone quattro balletti messi in scena dalla celebre compagnia di Diaghilev tra il 1917 e il 1921, quattro capolavori con scene o costumi o sipari a firma di Pablo Picasso.
"Parade", su soggetto di Jean Cocteau, riproposto nella coreografia originale di Léonide Massine con la supervisione del figlio Lorca, è il primo tentativo di introdurre il cubismo sulla scena, in un soggetto circense, di clown, acrobati e saltimbanchi. "Pulcinella" nella mente di Diaghilev si ispira alla Commedia dell’Arte, mentre la musica di Stravinskij diventa il manifesto del neoclassicismo. "Mercure" nella nuova coreografia di Thierry Malandain che ha ricostruito quella originale di Massine, andata perduta. E infine "Cuadro flamenco", suite di danze andaluse su musiche tradizionali, archetipo di molti connubi coreografici tra ambito colto e tradizione popolare, che hanno contraddistinto molta produzione del Novecento.Un programma di altissimo valore storico e culturale.
E’ sicuramente uno degli eventi della stagione teatrale pordenonese: con la sua combinazione unica di teatro, danza, commedia e percussioni, arriva al Comunale “Stomp”, la produzione pluripremiata che continua a richiamare pubblico in tutto il mondo – lo spettacolo ha girato più di quaranta Paesi e ha fatto incetta dei premi più prestigiosi – confermandosi uno tra i più rivoluzionari ed entusiasmanti eventi degli ultimi anni.
Senza trama, personaggi né parole, Stomp, in scena venerdì 13, sabato 14 e domenica 15 novembre alle 20.45, porta sul palcoscenico del mondo il suono del nostro tempo, traducendo in una sinfonia intensamente ritmica i rumori della civiltà contemporanea. Con strofinii, battiti e percussioni di ogni tipo, i formidabili ballerini-percussionisti-attori-acrobati danno voce ai più “volgari” oggetti della vita quotidiana: bidoni della spazzatura, pneumatici, lavandini, scope, spazzoloni si “trasformano” e diventano strumenti di un ciclone d’ ironia travolgente.
L’irresistibile esperienza di Stomp, nata a Brighton (Inghilterra) nel 1991 dalla creatività di Luke Cresswell e Steve McNicholas, sfidando continuamente ogni convenzione sui confini di genere è danza, teatro e musica insieme. E’ un elettrizzante evento rock, un anomalo concerto sinfonico in stile “videoclip”: senso rapido del tempo, visualizzazione della musica, vortice ritmico nella scansione delle immagini. E’ circo, rito tribale e cultura del rumore che si fondono in un’opera metropolitana. E’ mega-balletto, con la furia ritmica e sensuale del flamenco e la precisione del gioco percussivo del tip-tap. E’ l’umorismo del cinema muto dato in prestito alla pop art.
E’ comunicazione forte, diretta, capace di coinvolgere il pubblico di ogni lingua, cultura, generazione. E’ sfida ecologica allo spreco urbano. E’ trasgressione heavy metal e satira anti-inquinamento. La loro missione? Liberare, attraverso il ritmo, i suoni più comuni e per questo più sconosciuti dell’epoca contemporanea.
Sabato 7 novembre, al Centro culturale Aldo Moro di Cordenons, per il X° simposio multidisciplinare "Un farmaco straordinario: lo sport" (organizzato da Triathlon Team Cordenons con l'Assessorato regionale allo sport) sarà presente
ANDREA ACCORSI
ultramaratoneta che, otto anni fa, è stato vittima di un incidente stradale causa il quale ha perso la memoria. Presenterà la sua esperienza di recupero attraverso la corsa con il libro che ha scritto "12 ore", il cui ricavato è destinato a un progetto sanitario attivo anche nella provincia di Udine.
Insieme a quello di Andrea (partecipante anche all'edizione 2009 di Magraid, la corsa nella steppa, insieme alla moglie Monica Barchetti, che ha vinto la classifica femminile) saranno presentati anche i casi scientifici di trapiantati e nefropatici che hanno saputo affrontare con coraggio corse sulle lunghe distanze.
Maggiori informazioni si possono trovare su
www.triathlonteam.itwww.magraid.it
Prima l’incontro al Ridotto e poi il concerto: doppio appuntamento con il Trio Flûns lunedì 9 novembre, al Teatro Verdi di Pordenone, con il sommo musicologo Quirino Principe e con il concerto dal titolo “Satie e il Gruppo dei Sei nella trasgressiva Parigi di Jean Cocteau” che vedrà Principe nel ruolo della voce narrante.
In questa stagione il cartellone del teatro dedica un ampio spazio all’indagine su uno dei periodi più creativi e trasgressivi della storia della cultura occidentale, che ebbe come centro di gravità la capitale francese all’inizio del secolo scorso. Sarà infatti celebrato il centenario dei Balletti Russi e delle musiche divenute colonna sonora delle innovative coreografie. Di quella rivoluzione parlerà un grande filosofo della musica, Quirino Principe appunto, alle 18, in occasione del secondo appuntamento con il ciclo di incontri “Raccontare la musica”.
Alle 20.45, sempre al Ridotto, fuori abbonamento, è in programma il concerto del duo pianistico Barbara Rizzi-Antonio Nimis, che con Quirino Principe hanno fondato il Trio Flûns agli inizi del 2007, in concomitanza alle prime rappresentazioni dello spettacolo “Guarda l’onda, com’è chiara...”, proposto in diverse rassegne concertistiche italiane e dedicato alla poesia e alla musica nei Liebeslieder di Brahms. Negli stessi mesi fu presentato l’omonimo Cd prodotto da Taukay Edizioni Musicali e recensito entusiasticamente su quotidiani nazionali e riviste musicali specializzate.
Nel febbraio 2008 nacque una seconda produzione del Trio, “Sull’onda del Danubio, verso Oriente”, spettacolo presentato a Gorizia, Venezia e La Spezia che prevede l’esecuzione di musiche di R. Schumann e J. Brahms alternata alla recitazione di versi di F. Rückert e di poesie inedite di Q.Principe.
Nel maggio 2009 il Trio è stato invitato a presentare il suo ultimo, nuovo progetto, il melologo “Enoch Arden” di R. Strauss proposto nella traduzione di Principe, e nell’inedita, arricchita versione per pianoforte a 4 mani di D. Zanettovich, al Teatro Sociale di Bergamo nell'ambito delle prestigiose manifestazioni previste per l'inaugurazione, a 200 anni dalla prima stagione.
Tutti gli spettacoli del Trio Flûns, volti ad esplorare i sottili, ma profondi legami esistenti tra poesia e musica, sono stati realizzati nell'intento di fondere illustrazione dei contenuti poetici, musica e recitazioni in un “unicum” che valorizza le proposte e le rende particolarmente coinvolgenti per il pubblico.
L’ingresso all’incontro è libero.