Fino agli anni Settanta il cinema italiano dominava la scena internazionale, arrivando perfino a fare concorrenza ad Hollywood. Poi, nel volgere di pochi anni, la fuga dei nostri maggiori produttori, la crisi dei grandi registi-autori, il crollo della produzione.. Questo rapido declino è oggetto dell’inchiesta del regista Valerio Jalongo.Quali sono le vere cause della crisi del cinema italiano? Nel documentario Valerio Jalongo analizza tutti i fenomeni che hanno portato alla scomparsa del nostro cinema dal grande mercato internazionale.
Con la collaborazione di Giulio Manfredonia e Francesco Apolloni, Jalongo inizia la sua indagine col ripercorrere a ritroso le fortune del nostro cinema, individuando negli anni Settanta il momento di svolta, in negativo, per una cinematografia che, dal Neorealismo in poi, aveva ottenuto non solo riconoscimenti e prestigio internazionali, ma anche ottimi riscontri commerciali sia in Patria che all’estero.
Il cinema italiano contemporaneo vive un’innegabile crisi di identità, le cause sono molte e riguardano principalmente gli intrecci fra arte e politica, fra produzione nazionale e controllo governativo. Nel documentario, questo intreccio viene raccontato ricordando i passaggi legislativi che hanno determinato una diminuzione dei fondi destinati allo spettacolo, e ponendo l’attenzione in particolare ai nefasti effetti della diffusione della tv commerciale.
Per la realizzazione del documentario-inchiesta, sono stati utilizzati filmati d’archivio, spezzoni dei grandi film d’autore del cinema italiano, interviste ai registi e agli spettatori. Tra gli intervistati ci sono veterani come Liliana Cavani, Vittorio De Seta, Peter Del Monte, ma anche voci autorevoli di grandi registi europei, come Ken Loach.
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