mercoledì 11 novembre 2009

Picasso e la Danza

Nel Teatro Verdi di Pordenone è arrivato anche il momento della danza. Ad aprire la stagione del balletto sarà, giovedì 19 novembre, alle 20.45, lo spettacolo della compagnia Europa Danse “Picasso e la danza” - con le coreografie originali ricostruite, le scene e i costumi che il genio di Picasso aveva appositamente disegnato - un omaggio al grande pittore spagnolo e ai "Ballets Russes". E’ dedicato, dunque, a quel fenomeno interdisciplinare che seppe far convergere le energie e la creatività dei più grandi artisti che operarono nella Parigi dei primissimi anni del secolo scorso: Picasso, Matisse e De Chirico per le scene, Ravel, Stravinskij e Milhaud per le musiche, Nizinskij, Massine, Fokine e Balanchine per le coreografie.

La compagnia Europa Danse, nata nel 1999 sul modello dell’Orchestra Giovanile Europea di Claudio Abbado, ha accolto nell’arco di dieci anni duecentocinquanta danzatori tra i sedici e i ventuno anni.
L’attuale formazione comprende ventidue elementi, tra cui un’italiana, provenienti da dieci paesi europei. Picasso e la danza, che ha debuttato lo scorso ottobre a Parigi, al Théâtre des Champs-Elysées, propone quattro balletti messi in scena dalla celebre compagnia di Diaghilev tra il 1917 e il 1921, quattro capolavori con scene o costumi o sipari a firma di Pablo Picasso.
"Parade", su soggetto di Jean Cocteau, riproposto nella coreografia originale di Léonide Massine con la supervisione del figlio Lorca, è il primo tentativo di introdurre il cubismo sulla scena, in un soggetto circense, di clown, acrobati e saltimbanchi. "Pulcinella" nella mente di Diaghilev si ispira alla Commedia dell’Arte, mentre la musica di Stravinskij diventa il manifesto del neoclassicismo. "Mercure" nella nuova coreografia di Thierry Malandain che ha ricostruito quella originale di Massine, andata perduta. E infine "Cuadro flamenco", suite di danze andaluse su musiche tradizionali, archetipo di molti connubi coreografici tra ambito colto e tradizione popolare, che hanno contraddistinto molta produzione del Novecento.Un programma di altissimo valore storico e culturale.

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