lunedì 30 novembre 2009

Lettera aperta dei Teatri alla Regione

Riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera indirizzata alla Giunta Regionale da diversi Teatri della Regione

Egregi Signori,

a seguito degli articoli apparsi in data 27, 28 e 29 novembre 2009 sul Messaggero Veneto e relativi ad un dossier curato da parte del Teatro Stabile Pubblico Rossetti ed ai commenti relativi, ci preme precisare quanto segue:

Definire i finanziamenti in base al “merito” è sempre stata una nostra richiesta e ci siamo battuti nella scorsa legislatura affinché fosse inserito nella legge per lo spettacolo dal vivo (poi approvata a grande maggioranza) un Osservatorio Regionale dello Spettacolo con lo scopo di raccogliere ed elaborare i dati in modo obiettivo e fornire corrette e coerenti valutazioni che non possono riguardare esclusivamente i numeri di spettatori ma anche una serie di altri elementi almeno altrettanto importanti.

In ogni caso, la tabella diffusa dal Teatro Rossetti non ha nesso con la realtà dei fatti, è priva di fondamento logico e culturale, e rappresenta un penoso tentativo di suggerire scelte politiche che sarebbero prive di equità, se orientate da una rappresentazione scorretta dello stato delle cose.

1) Non obiettività
La tabella in questione non è frutto di un organismo autonomo e soprattutto in grado di fornire dati obiettivi e certi, raccolti in base a strumenti statistici, regole definite e trasparenti.
Infatti i numeri offerti dal Teatro Stabile Pubblico della nostra regione, vengono smentiti perentoriamente, per le loro realtà, sia dal Teatro Giovanni da Udine che dal Teatro Verdi di Pordenone sulla base di presenze certe e inoppugnabili. Su questo non si può giocare. Sono poi numeri contestati da tutti gli scriventi per l’assoluta inconsistenza del teorema che si intende sostenere: contributo regionale diviso spettatori uguale produttività! (regole chiare e trasparenti).
In altre regioni sono già attivi appositi istituti (Osservatori), la cui funzione è proprio quella di rappresentare la realtà dei fatti tramite regole stabilite secondo studi approfonditi, e non improvvisati.

2) Non omogeneità dei dati
La tabella in questione mette in corrispondenza dati e soggetti tra loro non omogenei per funzione.
Non si può misurare con la stessa unità di misura classi diverse di elementi, seppure questi partecipano al medesimo sistema. Esempio sportivo: in ogni disciplina esistono categorie differenti; ha senso però paragonare tra loro solo dati e record che appartengono a classi omologhe. Questo significa che paragonare tra loro i dati del teatro più pubblicamente finanziato della Regione – il Teatro Stabile Pubblico Rossetti, che dispone anche del teatro più capiente della regione – con il CTA Centro Teatro Animazione e Figure di Gorizia, col teatro di innovazione, con il teatro scuola o con enti che hanno funzioni di promozione e formazione del pubblico, e quelli che si occupano di programmazione anche musicale e lirica, è evidentemente una sciocchezza che non ha eguali: sarebbe come far incontrare sullo stesso ring un peso piuma contro un peso massimo! Forse sarebbe stato più corretto porre a confronto la “cosiddetta produttività” del Teatro Stabile Pubblico Rossetti con le “produttività” di altri omologhi Teatri Stabili Pubblici in Italia, tenendo conto però della sola attività paragonabile e confrontabile sul piano culturale (e non quella più prettamente commerciale), ovvero quella per cui i finanziamenti pubblici vengono attribuiti.

Abbiamo solo iniziato, ma sarebbero ancora molte le ragioni che dimostrerebbero nei fatti che la tabella fornita dal Teatro Stabile Pubblico della nostra regione è priva di fondamento, tendenziosa e basata su principi privi di logica.

Fa perciò poco onore ai dirigenti di una struttura pubblica, come il Rossetti Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, la cui funzione è prima di tutto produrre cultura e contribuire all’educazione delle nuove generazioni, usare scorrettezze di questo tipo utilizzando dati consapevolmente parziali.

Auspicando di aver fatto debita chiarezza rispetto ad un fatto increscioso che ha offeso tutto il Sistema Teatrale di questa regione, desideriamo rimarcare che le strutture appartenenti a detto sistema presentano i medesimi problemi riguardo a compressioni significative di contribuzione.

Chiediamo quindi che davanti alla contingente necessità di apportare dei tagli anche a soggetti del Sistema Teatrale Regionale, questi ultimi vadano presi non già su ipotesi infondate e rappresentazioni aberranti della realtà come la tabella in questione, ma seguendo un criterio equanime, senza privilegi o posizioni date per scontato.

Riteniamo un grave errore ridurre a banalizzazioni di campanile, o ad atteggiamenti scomposti guidati dal motto “mors tua vita mea” una questione così complessa, come quella di ridurre le risorse destinate alla cultura. Intravvediamo in ciò un modo di affrontare i problemi vecchio e superato.

Oggi invece sentiamo la necessità di voler interpretare il difficile momento che sta vivendo la nostra società con un rinnovato senso civico e di responsabilità, volendo essere validi interlocutori delle scelte politiche che accompagneranno il prossimo futuro, e delle riforme che, come auspichiamo da tempo, verranno varate.

Cordiali saluti

Artistiassociati (ARTS) *

Circuito Regionale Danza (ARTS)

CSS Teatro stabile di innovazione del FVG (ARTS)

CTA Centro Teatro Animazione e Figure (ARTS)

Ente Regionale Teatrale del FVG (ARTS)

La Contrada Teatro Stabile di Trieste (ARTS)

Teatro Nuovo Giovanni da Udine

Teatro Comunale Giuseppe Verdi – Pordenone

Teatro Giuseppe Verdi – Gorizia

Teatro Comunale di Monfalcone

Teatro Miela – Trieste


* ARTS sta per Associazione Regionale Teatri e SpettacoloInserisci il resto del post qui

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