martedì 1 dicembre 2009

Il Trovatore apre la stagione al Verdi

Il celebre dramma verdiano "Il Trovatore" aprirà la stagione lirica del Teatro Verdi di Pordenone e andrà in scena al Comunale mercoledì 9 e giovedì 10 dicembre alle 20.15 nell'allestimento della Fondazione Teatro Lirico “Giuseppe Verdi” in coproduzione con l’Opera Royal de Wallonie di Liegi.

Il regista Stefano Vizioli, coadiuvato per le scene e i costumi da Alessandro Ciammarughi e per le luci da Franco Marri, ha impostato la messa in scena sull’evocazione del mondo nero creato dalla superstizione, dalla magia e dalla cattiveria degli uomini nei confronti della donna, della strega, della femminilità misteriosa di Azucena. Scenicamente questo mondo è rappresentato da un grande occhio che lentamente invade il palcoscenico. Poi, come se fossero due facce della stessa medaglia, la pupilla diventa luna, rivelazione di un’altra femminilità: il mondo estatico, limpido e amoroso di Leonora.
Vizioli nelle sue regia ricerca sempre un legame con i valori vicini alla nostra sensibilità e li trova nell’utopia del Trovatore che è quella del “cuore che si scontra con la realtà”. Scenograficamente, l’ ottica da cui si pone si traduce in una ambientazione in cui grandi elementi praticabili creano, di volta in volta, differenti spazi, ora chiusi, cupi e claustrofobici - a descrivere un feroce mondo militaresco - ora aperti e indipendenti in cui brulica un mondo zingaresco, anarchico e incontrollato. La contrapposizione fra i due mondi è sottolineata anche dai costumi ispirati da un lato ad un medioevo stilizzato, dall’altro a un mondo arabo e nomade.
Il destino come motore cieco di ogni esistenza umana; l'amore e la sete di vendetta quali sentimenti che divorano la vita; e, sullo sfondo, armi, soldati e campi di battaglia. Questi gli argomenti al centro del dramma consacrato come seconda opera della cosiddetta "trilogia popolare" (con "Rigoletto e "Traviata"), definito dalla critica e dai melomani l'"opera rossa", colore del fuoco, del sangue, di sentimenti dalla forza primigenia. Una tinta forte e tenebrosa, magica e quasi selvaggia colora dunque questa storia piena di contrasti drammatici.
Prestigiosa è la compagnia di canto che si alternerà sul palcoscenico nel corso delle recite di mercoledì e giovedì, a partire dalle due interpreti del ruolo di Leonora, Tatiana Serjan e Rachele Stanisci e di quello di Manrico, che segna il ritorno di Francesco Hong. Il conte di Luna sarà in alternanza Alberto Gazale e Claudio Sgura; Azucena sarà interpretata da Mariana Pentcheva in alternanza con Andrea Ulbrich, mentre Ferrando da Carlo Cigni e da Enrico Giuseppe Iori. Completano il cast Alice Quintavalla (Ines), Antonello Ceron (Ruiz), Daniel De Vicente, Giovanni Alberico Spiazzi e Giovanni Palumbo.
La direzione è affidata al maestro Maurizio Barbacini, già direttore principale dell’Opera Nazionale Finlandese, di Stoccolma, di Filadelfia alla guida di Orchestra e Coro (istruito da Lorenzo Fratini) del Teatro Verdi.Inserisci il resto del post qui

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