martedì 1 dicembre 2009

L' Africa a casa nostra: "Il colore delle parole"

L’Africa a casa nostra: giovedì 3 dicembre a Pordenone, Cinemazero, ore 20.45, e sabato 12 dicembre a San Daniele del Friuli, Cinema Splendor, ore 21.00, a ingresso libero, la rassegna “Gli occhi dell’Africa” continua con un film che racconta quel continente nero ormai così vicino a noi, perché rappresentato da tutte le persone immigrate che lavorano e vivono nel nostro paese. In programma infatti la proiezione di Il colore delle parole, documentario del regista italiano Marco Simon Puccioni, autore di documentari e fiction per diverse trasmissioni televisive e impegnato nel veicolare, attraverso il cinema, importanti messaggi per la difesa dei diritti umani. Attraverso questo lavoro il regista, in un momento socio–politico delicato e imbarazzante relativamente alle questioni dell’immigrazione clandestina, interviene a far luce sulle problematiche di adattamento degli extracomunitari nel nostro paese

Teodoro è poeta, Martin è musicista e informatico, Justin sindacalista e Steve mediatore culturale. Sono questi i protagonisti di Il Colore delle parole. Tutti vivono e lavorano in Italia da oltre trent’anni, sono africani e non sono ancora cittadini italiani. Questo documentario esplora il loro mondo e la condizione di chi si batte per il diritto all’integrazione perché “migrare non è un reato!” – come dice uno dei protagonisti.
Presentato anche nell’ambito della sezione Orizzonti dell’ultima Mostra del Cinema di Venezia, un progetto come Il colore delle parole apre a un aspetto tanto importante quanto poco considerato: il punto di vista dello straniero sulle nostre politiche di immigrazione. La Storia italiana degli ultimi trent'anni, dall'assassinio di Aldo Moro a quello del giovane rifugiato Jerry Masslo, dalla Legge Martelli al Pacchetto Sicurezza, viene riletta attraverso la memoria storica dei quattro testimoni privilegiati protagonisti del documentario. Un’opera che ha il pregio di farci rileggere la storia di un paese, il nostro, che procede troppo lentamente nel prendere coscienza del fenomeno immigrazione. Inserisci il resto del post qui

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