Il giorno 30 novembre si sono riunite le compagnie teatrali e gli attori ed attrici professionali operanti a Pordenone e provincia e conosciuti a livello nazionale e internazionale: Compagnia di Arti e Mestieri, Carla Manzon, I Papu, Scuola Sperimentale dell’Attore, EtaBeta Teatro, Molino Rosenkranz e Ortoteatro. Scopo dell’incontro uno scambio di idee e di prospettive in merito alle recenti emergenze createsi dopo le allarmanti notizie di ingenti tagli al welfare in generale e ai finanziamenti regionali alla cultura in particolare.
Queste realtà professionali rappresentano nel loro insieme a Pordenone in modo originale un’impresa stabile diffusa della produzione teatrale, paragonabile nei numeri alle imprese primarie del settore presenti nel territorio friulano.
Gli eventi prodotti, inoltre, e anche in questo senso in modo molto originale e forse esemplare, toccano in maniera capillare moltissimi comuni della provincia e della regione, andando a rispondere ad un’oggettiva richiesta da parte del pubblico, tanto più forte in un momento di crisi prima sociale che economica, di un tessuto culturale attrezzato e corposo, oltre che economicamente sostenibile, che sia presente a 360 gradi in ogni periodo dell’anno, e che vada a completare attraverso la continuità e la formazione la dinamica dei grandi eventi.
Le compagnie teatrali riunite ritengono dunque di rappresentare un valore culturale, aggregante, storico ed economico che non si può dimenticare, né tantomeno rischiare di azzerare.
Oltre duemilaquattrocento rappresentazioni ed eventi culturali prodotti direttamente o organizzati in un anno, centinaia di scuole, biblioteche, comuni, enti pubblici e privati direttamente coinvolti nell’organizzazione, due teatri (Auditorium Concordia a Pordenone e Centro Culturale Aldo Moro di Cordenons) in cui viene gestita la programmazione, molti altri nei quali vengono realizzati progetti organici. Circa cinquanta lavoratori impegnati stabilmente e una ventina di addetti e consulenti part time.
A questi dati va aggiunto il cosiddetto indotto, e cioè tutto l'insieme di ulteriori quantità di lavoro e conseguenti ricavi e posti di lavoro di fatto prodotti nei confronti di tipografie, alberghi e ristoranti, service luci e audio, cooperative impegnate nei lavori di pulizia di locali, progettazioni grafiche, trasporti, distribuzioni pubblicitarie, consulenze amministrative, ecc.
Sul piano statale, il Fondo Unico per lo Spettacolo devolve la cifra dello 0.3% del PIL nazionale a tutto il comparto spettacolo, il che significa poco più di 397milioni di euro. Dal punto di vista pratico una goccia nel mare, ma pur sempre un consistente aiuto, soprattutto per le migliaia di piccole realtà dello spettacolo, che rappresentano spesso punti di eccellenza sul piano artistico e culturale. Lo “stabile diffuso” teatrale pordenonese si mobilita per il prossimo futuro su questi temi e su quelli della cultura in generale, e chiede in proposito un incontro pubblico con il Presidente della Giunta Regionale dott. Renzo Tondo e con l’Assessore alla Istruzione e cultura dott. Roberto Molinaro. In questo momento difficile infatti si ritiene comunque indispensabile un dialogo franco e attivo, per affrontare con maggior coesione che in passato la gestione dell’emergenza e le prospettive delle quanto mai necessarie nuove norme legislative in materia.
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