Arriva al teatro Verdi di Pordenone, in esclusiva per il Nordest, lunedì 22 novembre, alle 20.45, lo spettacolo “Io quella volta lì avevo venticinque anni” che vede protagonista Claudio Bisio, in scena con Carlo Boccadoro al pianoforte: si tratta dell’ ultimo testo in prosa, mai rappresentato e in parte incompiuto, scritto da Giorgio Gaber e Sandro Luporini alla fine degli anni ’90.
Il protagonista di questo monologo, perennemente venticinquenne, vive dagli anni ‘40 ad oggi e rievoca avvenimenti vissuti in prima persona nelle varie epoche. Scorre così, davanti ai nostri occhi, una storia a stazioni che si arresta al Duemila e già dai titoli dei diversi capitoli - “Bella Ciao” (anni ‘40), “Garden Manila” (anni ’50), “Attento al tram” (anni ’60), “Il filosofo” (anni ’70), “L’amico” (anni ’80), “Il creativo” (anni ’90) - racconta una personale, dolorosa e sarcastica storia d’Italia, narrata da un Signor G qualunque, Claudio Bisio, accompagnato dal vivo dal pianista Carlo Boccadoro, in perenne, precario equilibrio tra speranza e disillusione.L’attore, già avanti negli anni, racconta storie di un suo passato immaginario che vanno dal dopoguerra ad oggi. Non è per stravaganza, né per giovanilismo che dichiara di avere in ogni epoca sempre venticinque anni. Questa scelta ha un duplice scopo. Innanzi tutto offre la possibilità di dar vita ad un individuo sempre nel pieno delle sue facoltà di fronte ai cambiamenti della nostra storia. Inoltre all’attore piace immaginare se stesso e i suoi comportamenti proprio come se queste storie le avesse realmente vissute a quell’età.
A questo spettacolo Gaber stava lavorando, sempre col fidato Sandro Luporini, quando morì. Sono sei monologhi e Bisio li legge integralmente, compresi gli appunti di sceneggiatura, “lasciando anche riferimenti ormai vecchi, tipo Clinton e Lewinsky, quando sarebbe stato facile parlare di Marrazzo. È più un' operazione filologica che altro”. Operazione con cui Bisio si lancia per la prima volta nel repertorio di Gaber, “che è – dice - uno dei miei tre nomi di riferimento a livello artistico. Gli altri due sono Fo per l' inventiva scenica e Jannacci per la vena surreale. Di Giorgio invece mi piaceva quel suo partire dall' uomo, che lo rendeva imprevedibile e spiazzante verso i luoghi comuni, il suo saper toccare nervi vivi in modo mai banale e sempre sincero”.
Biglietti in prevendita nella biglietteria del Teatro di viale Martelli aperta dal lunedì al venerdì dalle 14.30 alle 19 e al sabato dalle 16 alle 19, o attraverso il sito www.comunalegiuseppeverdi.it , o con Greenticket telefonando all’899-500055.
Info: www.comunalegiuseppeverdi.it e 0434 247624
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