mercoledì 25 marzo 2009

"Salotto Giordani" con Il Moro e il quasi BIondo

Giovedì 26 marzo prosegue il ciclo di appuntamenti a ingresso libero denominato "SALOTTO GIORDANI".In occasione di questo appuntamento avremo come ospiti una band davvero sensazionale: IL MORO E IL QUASI BIONDO.A seguire dj set di TAFFY.Una proposta di musica di qualità a ingresso gratuito nei rinnovati locali del Deposito Giordani di Pordenone, nella nuova sala "Gigi Boz"con happy hour dalle ore 21 alle ore 22. Una serata di intrattenimento musicale libera e intelligente, per arricchire il panorama delle notti pordenonesi.

"Il moro e il quasi biondo" è un film, anzi no, avrebbe dovuto esserlo, lo sarà? "Il moro e il quasi biondo" è un gruppo, anzi no, è un progetto a più ampio spettro, ma non sono in due, sono in tre, e non solo."Questa è una parentesi: )" è la colonna sonora di un film che non c'è, quindi è un disco con delle canzoni: idee che affollano idee, partendo da un punto di ascolto tremendamente reale. L'immaginario dunque è prettamente filmico, la forma è quella di brani musicali legati tra loro in una struttura visiva forte e coesa.Quello che abbiamo tra le mani è però un cd, e come tale dobbiamo trattarlo. Siamo quindi in un contesto di elettronica sperimentale tout-court, fatto di frame sonori figli di cinema e tv, di azioni ripetitive e banali quanto quella di saltare da un canale all'altro nel marasma del non sapere cosa si desidera veramente tra proposte intrise di nulla o di ricordi alti e sbiaditi, dove s'inseriscono voci alla stregua di integrazioni strumentali.In un ideale decoupage tecnico i totali sono sostenuti da suoni scarni e tedeschi che ricordano "Blips" di Miumi e ad ogni cambiamento di inquadratura intervengono altri temi che definiscono ambienti, personaggi o semplici oggetti.La resa quasi onomatopeica di alcuni abbinamenti musica-titoli gioca con certe distorsioni elettriche vicine ai Grandaddy o anche a The Spinto Band ("Melodia in scatola", "Gorgoglio dell'intestino"), mentre altre panoramiche, più legate alla cultura classica cinematografica ("Il nome dello sceriffo Garrett", "Robert, tassista e bravo ragazzo"), sembrano raschiate da venti polverosi o tremolanti come file di automobili in moto, viste attraverso i loro gas d scarico.La cosa bella è che non si soffoca, anzi, si prolungano una leggerezza cristallina e un grande piacere d'ascolto.L'esordio della band che mischia elettronica e influenze filmiche"Questa è una parentesi: )" è il disco d'esordio de Il Moro e Il Quasi Biondo.Non si tratta di un duo ma del progetto di Lorenzo Commisso (che ha suonato in Ok/No, Papiers Collés e Ricciobianco), di Roberto D'Agostin (già batterista di Ricciobianco, autore di cruciverba e di articoli di fonetica) e di Mario Ruggiero (esperto in mockumentary e videomaker).Al disco hanno collaborato anche Matteo Dainese (Deiligt, già Ulan Bator, Here, Meathead) alle batterie, Uanza (Arbeiter) al sintetizzatore e HC Rebel (ex Amari e giudice dei campionati mondiali Technics DMC World) ai piatti. Quest'ultimo ne ha poi curato il missaggio e il mastering.Il disco appare come una successione di situazioni paragonabili al procedere di scene e sequenze filmiche, in cui la struttura d'insieme prevale su quella dei brani.Si tratta, musicalmente parlando, di elettronica che cerca di uscire dalla propria griglia, servendosi di tanti strumenti acustici E prendendo ispirazione dai paesaggi urbani, desertici e tropicali.Ne vengono fuori sonorità pop benché in un contesto più sperimentale, metatmosfere glitch e lapsus significativi.

Nessun commento: