Sarà l'olandese Cees Nooteboom, definito dalla critica internazionale uno dei più importanti e originali autori europei contemporanei, pluripremiato e apprezzato in tutto il mondo, più volte candidato al Nobel, il protagonista della 17. edizione di DEDICA. La rassegna, promossa dall’Associazione Culturale Thesis si terrà a Pordenone dal 12 al 26 marzo 2011 e ancora una volta proporrà al pubblico un percorso costruito attorno a un autore di grande prestigio, seguendo la formula originale e fortunata che da sempre contraddistingue il festival. Una "cifra" che da tempo permette a DEDICA di distinguersi nel panorama culturale italiano, anche grazie alla capacità di affiancare al protagonista di ogni edizione personaggi di grande spessore internazionale, espressioni delle diverse declinazioni artistiche di cui il festival si compone, spaziando tra conferenze, teatro, cinema, musica, fotografia.
La biografia di Cees Nooteboom si intreccia strettamente con la produzione letteraria, fatta dell’uso di molti registri narrativi: dal romanzo alla poesia, dal saggio alle opere teatrali, al libro di viaggio (è stato cronista privilegiato di alcuni momenti cruciali della storia europea, nel ’56 è a Budapest, nel ’68 a Parigi e nell’89 a Berlino)
Una poliedricità che si sposa alla perfezione con lo stile di DEDICA. Ciò che inoltre affascina, in lui, è l'aver fatto del viaggiare la sua filosofia di vita. "Viaggio - sottolinea il curatore di DEDICA Claudio Cattaruzza, che la settimana scorsa ha incontrato lo scrittore a Genova dove si trovava per ritirare il prestigioso premio Chatwin - inteso come ricerca dell'altrove e dell'altro; viaggiare per conoscere nuovi luoghi nel mondo ma anche per conoscere se stessi, mettere alla prova ciò che si è, ciò che si vive interiormente. Nooteboom - prosegue - si autodefinisce uno spettatore del mondo, un uomo curioso di ciò che gli accade intorno. Osserva le persone e le fa entrare nei suoi libri, arricchendo così una scrittura di finzione".
Insaziabile viaggiatore Cees Nooteboom è – come dice Fulvio Ferrari, a cui dobbiamo l’opera di traduzione e di cura delle pubblicazioni di Nooteboom in Italia – “un olandese volante che preferisce all’onirismo tragico dei canali di Amsterdam la tranquilla pace delle isole Baleari”, un uomo attirato dalla contemplazione, per cui la scrittura rappresenta un’arma visionaria. Egli dice: “La chiarezza mi viene dallo scrivere, è scrivendo i miei libri che io sono diventato un altro".
BIOGRAFIA
Nato all’Aja nel 1933, Cees Nooteboom vive tra Olanda, Spagna, Germania.
Si rivela a soli ventidue anni con Philip e gli altri, 1955, considerato un’anticipazione degli ideali nomadi della beat generation e del romanzo di Kerouac Sulla Strada. Il romanzo è la storia di un uomo che viaggia in autostop dall’Olanda alla Provenza, attraverso la Francia e l’Europa del Nord, sulle tracce di una misteriosa ed evanescente ragazza cinese, simbolo della felicità e dell’inaudito. Opera vivace e onirica sullo stupore, l’estraneità e il bisogno d’appartenenza, che precorre il mito dell’autostop come viaggio di iniziazione. Il successo internazionale arriva con Rituali, 1980, che gli vale negli Stati Uniti il Premio Pegasus, e con Il canto dell’essere e dell’apparire,1981, che si articola su due piani narrativi differenti: quello dello scrittore che tenta di costruire un romanzo ambientato nella decadente Bulgaria fin de siècle e quello meta-narrativo dello scrittore che si interroga sul significato stesso dello scrivere.
Successivamente esce Mokusei, 1982, romanzo breve, una semplice e intensa storia d’amore che richiama le atmosfere esotiche care a Nooteboom ma, allo stesso tempo, evoca il fascino del remoto, dell’irraggiungibile, dell’impenetrabile con sovrapposizioni di immagini del reale al reale stesso. Il puzzle del tempo, la favola della cultura e dell’arte, i riti intellettuali per esorcizzare la dispersione: tutto torna nella fiaba fantastica Le montagne dei Paesi Bassi. 1984. La contrapposizione tra banalità dello spazio reale e avventura nello spazio spirituale la ritroviamo rappresentata con particolare efficacia nel breve romanzo La storia seguente, 1991, dove, ancora attraverso il viaggio, questa volta nell’aldilà, si sottolinea come ogni morte sia il trapasso in un’altra vita e come la paura della disfatta debba essere vinta dalla certezza della metamorfosi.
Con quest’opera Nootemboom riceve il Premio Grinzane Cavour 1994 e il Premio Aristeion della Comunità Europea. Perduto il Paradiso, 2004, è invece una meditazione che spazia tra i continenti (Sudamerica, Australia) e le più profonde aspirazioni umane. Infine, Cees Nooteboom dà vita a una vibrante raccolta di racconti Le volpi vengono di notte, pubblicata da Iperborea nel marzo 2010, sul passato e sul ricordo, alla ricerca delle sfumature del pensiero e della perfetta adeguatezza alla narrazione. Attraverso personaggi irrequieti, storie di amore, di perdita, di gioco e di nostalgia, la scrittura di Nooteboom asseconda le vibrazioni delle immagini. Perché, come scriveva Roland Barthes nella Camera chiara esattamente trent’anni fa, una fotografia rappresenta l’impotenza di dire ciò che è evidente, e la letteratura nasce proprio intorno a un’immagine mancante, a un ricordo ancora vivo.
Tra i numerosissimi riconoscimenti ricevuti da Nooteboom ricordiamo anche il recente Premio Europeo di Poesia, 2008, nel 2009, il Premio Letteratura Nederlandese, il più importante riconoscimento che uno scrittore possa ottenere in patria e nel 2010 il Premio Chatwin.
BIBLIOGRAFIA DELLE OPERE PUBBLICATE IN ITALIANO
Il canto dell’ essere e dell’ apparire Milano, Iperborea, 1991
Rituali Milano, Iperborea, 1993
Mokusei Milano, Iperborea, 1994
Verso Santiago Milano, Feltrinelli, 1994
Come si diventa europei? Milano, Linea d’Ombra, 1994
Le montagne dei Paesi Bassi Milano, Iperborea, 1996
Il Buddha dietro lo steccato Milano, Feltrinelli, 1997
Autoritratto di un altro (poesie) Milano, Crocetti, 1998
La storia seguente Milano, Iperborea, 2000
Il giorno dei morti Milano, Iperborea, 2001
Le porte della notte. Poesie Venezia, Edizioni del Leone,2003
Hotel Nomade Milano, Feltrinelli, 2003
Philip e gli altri Milano, Iperborea, 2005.
Perduto il Paradiso, Milano, Iperborea, 2006.
Le volpi vengono di notte, Milano, Iperborea, 2010
LA MOSTRA “NOTE A MARGINE” APERTA FINO AL 31 DICEMBRE IN BIBLIOTECA A PORDENONE
Rimarrà aperta fino al 31 dicembre (dal martedì al sabato, dalle 9 alle 19, con ingresso libero), nella sala esposizioni della Biblioteca civica di Pordenone, la mostra “Nota a margine” che ripercorre i sedici anni del festival. Organizzata dall’Associazione Thesis in collaborazione con il Comune di Pordenone e la Biblioteca, progettata e allestita da Gianni e Silvia Pignat, la mostra, attraverso immagini, documenti e testimonianze, permette al visitatore di ripercorrere i momenti salienti della rassegna e la sua evoluzione. Dalle prime edizioni che rendevano omaggio al teatro di ricerca alla “svolta” del 1998, quando, con l’attore, musicista e scrittore Moni Ovadia, iniziò il percorso che attualmente caratterizza il festival e che vede diventare il teatro uno degli strumenti utilizzati per decifrare i percorsi creativi incentrati su protagonisti della scena letteraria internazionale.
In Biblioteca sono esposte le fotografie dei 16 protagonisti del festival immortalati da vari fotografi e in particolare i ritratti artistici di Euro Rotelli, che hanno la caratteristica di essere stati realizzati su pellicola Polaroid, autografati dagli stessi “dedicatari”. E poi le immagini di tanti volti e momenti (alcuni storici, come l’abbraccio sul palco del teatro Verdi tra i premi Nobel Nadine Gordimer e Kofi Annan), le pubblicazioni saggistiche che accompagnano ogni edizione di “Dedica”. Inoltre, prestigiose testimonianze: gli scritti autografi - affettuosi e preziosi pensieri sul festival – che alcuni dei protagonisti di Dedica hanno voluto inviare in occasione della mostra: tra essi Paco Ignacio Taibo, Paul Auster, Nadine Gordimer, Anita Desai, Claudio Magris.
L’Associazione Thesis coglierà inoltre l’occasione, domani, per annunciare il protagonista di Dedica 2011.
La mostra “Note a margine” rimarrà aperta fino al 31 dicembre, dal martedì al sabato, dalle 9 alle 19, con ingresso libero.

1 commento:
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