mercoledì 9 dicembre 2009

L'Atteso ritorno di Ascanio Celestini

Appuntamento in sala grande, martedì 15 dicembre, alle 20.45, con la rassegna Interazioni del Teatro Verdi di Pordenone, dove torna, sempre atteso dal pubblico che da anni lo stima e attende ogni suo nuovo lavoro, Ascanio Celestini. Questa volta ci regala “Appunti per un film sulla lotta di classe” e come sempre avviene per questo straordinario affabulatore è una ricerca di memorie che da matassa si dipanano per creare un filo narrativo tenace.

Tre musicisti accompagnano su un palcoscenico nudo Celestini e prende corpo la vita di un giovane che lavora in un call center: 30 centesimi lordi se parli per un minuto, 85 per due minuti e 40, dopo di che non si guadagna più niente, la linea cade. Una vita a cottimo, più telefonate più soldi e il nostro eroe, comunista per speranza, sogna, pensa, anzi è certo di “saper attraversare i muri”, di abbattere un giorno le pareti della gabbia del lavoro, sei ore a rispondere a domande di tutti i tipi, ma 2 minuti e 40 sono pur sempre danaro; di abbattere le pareti della stanza del palazzone di periferia dove il sabato una volta si sentivano i cigolii dei letti perché si faceva l’amore e ora solo il rumore di sciacquoni e rubinetti; di abbattere le pareti di una vita angusta dove non solo non c’è più un padrone da combattere ma nemmeno la voglia di farlo perché non si ha più la coscienza di essere quello che si è, sfruttati e non si cercano più confronti o scontri. Ma il nostro operatore precario che lavora di notte – prosegue - per un lavoro “che non è per tutta la vita”, sa che un giorno attraverserà i muri, ma sa che anche a lui piacciono i cibi coi conservanti, le bistecche con gli estrogeni e segue le ombre. L’ombra di Esso, il danaro, e confuso ritorna al suo letto per cominciare domani una nuova notte con le telefonate. E Celestini dipana la sua matassa di vite a comporre una vita, la nostra.

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