mercoledì 18 novembre 2009

Filippo Timi al Verdi

Un poveraccio quando esce fuori di testa si sente Re, un Re quando impazzisce che cosa si può mai immaginare di essere?”. E’ l'incipit da cui ha origine “Il popolo non ha il pane? Diamogli le brioche”, che sarà al teatro Verdi di Pordenone sabato 21 novembre, alle 20.45, in esclusiva regionale, inserito nella rassegna “Interazioni”.

Lo spettacolo segna il ritorno in palcoscenico di Filippo Timi, nella doppia veste di attore e di co-autore e regista (insieme a Stefania De Santis) dopo i successi cinematografici come protagonista di “Come Dio comanda” di Gabriele Salvatores e di “Vincere” di Marco Bellocchio, ma anche dopo le notevoli esperienze letterarie. Ciò a sottolineare quanto Timi sia sempre pronto a mettersi in gioco, prendere in giro se stesso, le sue manie e insicurezze, soffermandosi, poi, su quelle dei "malcapitati" che catturano la sua attenzione.
L’ironico “Amleto” che ha costruito dice la sua sul rapporto illusione-realtà, follia e potere, a partire dal titolo. “E’ l’assurda risposta dei potenti ai concreti bisogni delle persone” spiega Timi. “Il mio è un principe orgiastico, tutto cibo e denti marci; lo specchio consapevole del mondo da cui proviene, quello dei potenti che nel 1600 potevano permettersi di uccidere un uomo solo per il gusto di farlo”. Un principe che ha preso coscienza di sé e della sua identità e che vuole svelare il gioco della finzione teatrale anche a tutti gli altri personaggi.
Corpetto di maglia metallica e aria farneticante – scrive Rodolfo Di Giammarco su Repubblica - come un Carmelo Bene devastatore (culminando in una filastrocca alla Petrolini), Timi denuncia la trappola del padre buono, della madre puttana, dello zio maiale e di un’Ofelia alla Olivia De Havilland cui dà corpo Paola Fresa, missando Piaf, Strass, Battisti e una versione di Nothing compares 2 U da brividi. Fa essere-o-non-essere da sbandieratore, esalta i numeri di Marina Rocco alias ghiotta Marilyn Monroe e quelli di Lucia Mascino e Luca Pignagnoli. Dice di voler dare spettacolo, e lo fa, con un superbo istinto”.

1 commento:

safercan ha detto...

tutti bravi ma talenti sprecati per uno spettacolo che ..... lasciamo perdere
marcello ferrante
pordenone